Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2010

Anello al titanio di Stefania Lucchetta

Ma come si fanno questi gioielli al titanio? Con le tecniche tradizionali tipo microfusione, tagli, stampi stile oro? Macchè. È Stefania Lucchetta artista-designer di Bassano del Grappa e veterana (dal 2006) dell’uso del titanio per i suoi gioielli che mi spiega come funziona: “Amo il grigio, il colore naturale di questo metallo durissimo e leggerissimo che permette di realizzare anelli di grandi dimensioni che non pesano al dito”, comincia.

Poi entriamo nel tecnico. Mi parla di “modelli di progettazione tridimensionale”, di “prototipazione rapida”. Per me, formule magiche. Si passa poi al CAD. Il mistero si infittisce. Scopro, dopo, andando su internet che CAD vuol dire Computer Aided Design (cioè progettazione assistita dal computer). Stefania aggiunge al suo racconto: “polveri solidificate”.

Me lo immagino, questo gioiello, come un’astronave venuta chissà da dove, materializzarsi all’improvviso in una sorta di macchina del tempo.

Tutti questi termini che Stefania ha usato per raccontami il suo lavoro pian piano prendono forma nella mia testa. Prima si pensa, si immagina ciò che si vuole creare, si fanno schizzi preparatori su carta (cose tradizionali, insomma). Poi sul computer grazie a un software specifico si realizza il progetto nei minimi dettagli con spessori, curve e tutto il resto. Poi i dati di questo progetto passano a una macchina apposita che li rielabora e li traduce in oggetto. “Immagina una fotocopia tridimensionale”, mi incoraggia Stefania. Le macchine usate servono normalmente per realizzare protesi (il titanio è usato moltissimo a questo scopo). E per produrre un oggetto di grandi dimensioni la macchina, che lavora in verticale, dal basso verso l’alto, può impiegare anche un giorno intero.

Ma ancora non è finita. L’oggetto non è ancora terminato, anzi quando esce dalla macchina è ancora un alieno che ha bisogno di molte rifiniture e molte “cure” prima di trasformarsi in ciò che l’artista voleva. Ma alla fine…  scaturisce l’anello realizzato per la mostra milanese Titani Preziosi. Un labirinto di linee e di curve misteriose, che sembrano cambiare identità ogni volta che si cambia il punto di osservazione.

Il sito di Stefania Lucchetta

Sembra ancora un anello?

Read Full Post »

Spilla di Rossella Tornquist

Mi fa piacere di potervi subito segnalare una mostra che si è aperta pochi giorni fa alla Triennale di Milano (Viale Alemagna 6) che si intitola Titani Preziosi: tra tecnologia e ornamento. Avevo letto l’informazione sul sito dell’Associazione Gioiello Contemporaneo e mi sono documentata. La mostra (dura fino al 1 agosto) è dedicata al titanio, cioè al metallo e ha una sezione specifica sui gioielli realizzati con questo materiale. Per la precisione i gioielli sono 33 e gli artisti sono questi: Alessia Ansaldi, Patrizia Bonati, Massimiliano Bonoli, Fabio Cammarata, Monica Castiglioni, Giovanna Cutolo, Gabriele De Vecchi, Michela Fornasari, Emma Francesconi, MariaRosa Franzin, Manuela Gandini, Alba Polenghi Lisca, Stefania Lucchetta, Stefano Marchetti con Roberto Zanon, Valeria Masconale con Caterina Passaro, Giancarlo Montebello, Michela Nosè, Barbara Paganin, Karl Heinz Reister, Carla Riccoboni, Ivana Riggi, James Riviere, Maurizio Stagni, Panteha Tassi, Natsuko Toyofuku, Rossella Tornquist, Fabrizio Tridenti, Barbara Uderzo con Augusto Gentile, Viola Vecchi, Giorgio Vigna, Michele Zanin e gli studenti del corso di perfezionamento in design del gioiello del Politecnico di Milano Stefano Pellicioli e Serena Savi.  Ancora non sono potuta andare a visitarla, ma mi incuriosisce. Intanto mi è piaciuto il titolo “titani” al plurale come giganti forzuti. Ho avuto quindi la curiosità di andarmi a cercare qualcosa di più su questo metallo che pare sia molto leggero e molto molto resistente. Io, usato per un gioiello, me lo immagino un po’ come l’alluminio anodizzato (tipo i braccialetti di Jane Adam), ma vorrei capire un po’ meglio di che si tratta e infatti nei prossimi giorni cercherò di intervistare direttamente gli artisti che hanno partecipato al progetto.  La foto dell’opera che ho messo qui che mi fa pensare un po’ al futuro descritto negli anni Settanta nei telefilm della serie “Spazio 1999”. È una spilla di Rossella Tornquist. La mostra “Titani preziosi” ha un catalogo edito da Electa che è in vendita nella libreria del piano terra dove si trovano anche altri libri e cataloghi sull’argomento gioiello contemporaneo. Io a ottobre avevo comprato quello sui gioielli di carta (sempre Electa, 38 euro) in esposizione al piano terra della Triennale in quel momento.

Read Full Post »

Il gioiello contemporaneo: volume due

Una notizia editoriale: è uscito in questi giorni il secondo volume dedicato alla collezione permanente di gioiello contemporaneo che è a Firenze a Palazzo Pitti nella parte che si chiama Museo degli Argenti. Io ci sono stata in ottobre. Entrando nel cortile di Palazzo Pitti gli Argenti è a sinistra. Al primo piano la parte dedicata al gioiello contemporaneo è l’ultima sala, non molto grande, con cinque vetrine. Credo che quella centrale riguardi le ultime acquisizioni dove ci sono per esempio le opere di Giovanni Corvaja che sembrano fatte di una pelliccia impalpabile di fili d’oro di mille sfumature. Il catalogo si chiama quindi “Gioiello contemporaneo due – Al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti”, edito da Sillabe e costa 25 euro. Esiste anche il numero uno che è uscito nel 2007. L’ha curato Ornella Casazza che è la direttrice del Museo. L’opera in copertina mi sembra di Igor Mitoraj.

Read Full Post »