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Archive for aprile 2011

La locandina e un vaso di Michael Eden

Si apre a Londra il 6 maggio (fino al 9) Collect 2011 ovvero la fiera internazionale di Contemporary Objects. Sono le più importanti gallerie internazionali (principalmente europee, due delle quali italiane) ad esporre le nuove e più stimolanti opere degli artisti rappresentati. Un momento da seguire assolutamente per quanto riguarda il gioiello contemporaneo ma anche per le creazioni in vetro, ceramica, legno… Quindi a partire dai prossimi giorni troverete qui molte interviste, anticipazioni e foto! A presto.

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Il gioiello si accende con Angelo Lomuscio

L’idea iniziale è quella di portare chi normalmente crea, immagina, disegna gioielli su un terreno che ha più attinenza con il mondo del design d’ambiente e con l’architettura. Cioè ideare, fare e ancora una volta creare un oggetto luminoso. In poche parole passare dal gioiello alla lampada… Poi spiego un po’ meglio nei dettagli, ma intanto vi dico che questo progetto Lumina ideato dallo Studio di Architettura 70m2 di Livorno sarà presentato in una mostra che ovviamente parte da Livorno da fine aprile e per la prima settimana di maggio e poi sarà itinerante: prima tappa a Firenze alla Scuola di Gioiello Alchimia dal 24 maggio all’11 giugno.

L'Adamantina di Silvia Beccaria

I creatori coinvolti sono un po’ più di 15 e in mostra sarà esposta l’opera gioiello affiancata dall’opera luce. Alcuni dei partecipanti hanno interpretato questa sfida creando gioielli luminosi da indossare. È il caso per esempio di Sivia Beccaria con la sua Adamantina, Corrado De Meo con On-Off e Angelo Lomuscio con Blue Datura.

I bracciali Bold di Manuganda

Altre volte l’idea partendo dal gioiello ha dato vita, come dicevo prima, a vere e proprie lampade (per ora prototipi) pensate come oggetti d’arredamento. Quest’ultimo percorso mi ha incuriosito e ho cercato di capire quali sono state (e se ce ne sono state) le difficoltà pratiche o puramente artistiche del passaggio “dal corpo alla stanza”.

E la sua lampada Bigodini

Manuela Gandini – Manuganda che ha realizzato la lampada Bigodini mi dice: “le sperimentazioni fatte con la gomma che mi hanno portato dai bracciali alla lampada sono state una sorta di naturale percorso creativo. In questo caso è stato il materiale a stimolare le idee. L’unica ‘difficoltà’ è data dalle dimensioni: per realizzare una lampada del diametro di 60 centimetri ho dovuto utilizzare una lastra di gomma 2m x 1m (spessore 5mm). La realizzazione del prototipo è stata effettuata tagliando la lastra con il taglierino direttamente sul pavimento perché non ho disponibilità di piani lavoro così grandi”.

La collana di Chiara Scarpitti

Chiara Scarpitti, autrice di una lampada d’appoggio Meduse dice: “Non avendo una formazione orafa, ma più legata al design di prodotti, installazioni e gioielli intesi come oggetti, non ho avuto molte difficoltà nel lavorare su un oggetto luminoso, avendo per ambedue i tipi di prodotto, un approccio di tipo progettuale. In Meduse ho voluto spostare l’attenzione sull’interazione tra le tecniche haute couture e le stampe digitali. Lavorando su scala maggiore, è stata necessaria una lunga serie di sperimentazioni. Considero Meduse come la rappresentazione fisica di uno di questi stadi intermedi”.

E la sua lampada Meduse

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Euik Yung Lee...

All’inizio non avevo capito il senso più strutturale della mostra Mediterraneo (al Museo di Storia Naturale di Livorno fino a domani 19 aprile).

... e questa è la sua versione floreale

Almeno, comunque, mi era chiaro che si parlasse di mare e che a questo nostro mare fossero ispirati i lavori degli oltre 60 partecipanti. Al di là della suggestione marina che coinvolge ora i colori ora l’iconografia, ciò che trovo interessante è l’occasione per riflettere e farsi domande (forse trovare risposte ancora no) su una cultura del gioiello contemporaneo “mediterranea”. Cioè che abbia  un approccio comune derivante dalla sensibilità verso la tradizione antica ove bacino del Mediterraneo sia sinonimo di culla di civiltà con referenze estetiche che resistono ai secoli e via dicendo.

Francesca Gabrielli...

O se invece, mi chiedo, nel gioiello contemporaneo il sentire mediterraneo sia inevitabilmente succube di un sentire nordico più orientato alla contemporaneità e alla rottura. Riflessioni, molte, che potrebbero forse portarci lontano.

... e linterpretazione green

Da leggere a questo proposito l’introduzione al catalogo della mostra di Bianca Cappello, storica del gioiello, che ha selezionato i lavori dei partecipanti, e di Claudio Franchi.

Francisca Bauza...

 La mostra è anche concorso ed è stato vinto da Euik Yung Lee dalla Corea del Sud, con il bracciale di resina e creta rosso e nero che si chiama “Ambivalence” e da Trinidad Contreras, dalla Spagna, per la spilla in argento e porcellana.

... e detto con i fiori

Un riuscito faccia a faccia: gli spettacolari pannelli di fiori realizzati dal Garden club di Livorno riproducono in versione green i gioielli esposti in mostra creando l’occasione di un incontro inedito.

Trinidad Contreras

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Quest’anno – per iniziativa del TAeD, Dipartimento di Tecnologie dell’Architettura e Design “Pierluigi Spadolini” di Firenze – prima edizione del concorso Sogni… d’oro per la concezione di gioielli (non necessariamente in materiale prezioso, come specifica il bando stesso) con evidenti qualità contemporanee.

Stefano Alinari

Il concorso è riservato agli studenti e ai giovani laureati dei corsi di moda e di design di Scuole e Università e ai giovani apprendisti orafi italiani e stranieri tra i 18 e i 30 anni. I concorrenti possono partecipare individualmente o in gruppo.

Lattività artigianale di Stefano Alinari è ispirazione del concorso

Previsti tre premi, il primo di 1.000 euro. Importantissimo: data ultima per la presentazione della domanda e degli elaborati 20 maggio 2011. Proclamazione dei vincitori: 27 maggio 2011 a Firenze. Trovate tutte le informazioni e i moduli sul sito del concorso.

 

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Agnes Larsson

Qualche mese fa vi avevo raccontato di una stilista, Tsolmandakh Munkhuu, proveniente dalla Mongolia e dei suoi gioielli “primitivi” e passionali creati con la testa montone. Vedo la stessa forza in questi gioielli tribali “carbonizzati”, bruciati e terrosi, sensuali della svedese Agnes Larsson.

Come terra riarsa

Io li ho visti dal vero in fiera a Monaco e comunque sono nella mostra Carbo da oggi fino al 14 maggio alla galleria Platina di Stoccolma.

Visti a Schmuck!

Sono imponenti, ma effettivamente molto leggeri, scenografici, pieni di crepe che permettono di adattarli al corpo, perfetti per una sfilata. E infatti sono stati fotografati in stile “servizio di moda” da Carl Bengtsson e le foto esposte in mostra insieme ai gioielli.

Sensuali sulla pelle nuda

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In mostra a Roma

Giovedì scorso sono stata all’inaugurazione della mostra su Graziano Visintin alla galleria Alternatives (fino al 29 aprile). Necessari la riflessione e il distacco per trovare la chiave di questo autore e di questa mostra, la prima personale a Roma, come si legge nel cartoncino d’invito, di un così noto artista legato alla Scuola di Padova e alla tecnica del niello. E proprio dal titolo – Geometrie variabili – scelto molto bene a mio avviso, bisogna partire e il ragionamento diventa “variazione” su questo stesso titolo.

 

Graziano Visintin

Visintin infatti lavora in geometria piana molto di squadra e righello e un po’ meno di compasso. Ma le sue forme seppure spesso appuntite non hanno nessuna durezza.

 

Sfumature triangolari

Il suo è studio, è tempo: dal disegno, dal progetto alla realizzazione possono passare anche anni. Ritorna sui triangoli che possono diventare coni, ritorna sui cubi appiattiti e formati da vari segmenti, ritorna sui poligoni e sul semplice quadrato.

 

L'anello cono

Dicevo torna e ritorna, ma ogni volta lo fa come se fosse la prima volta. Ogni volta è scoperta, ogni volta è mettersi alla prova, ogni volta non è mai “ritorno”.

 

Ombre

Anche all’occhio profano le variazioni appaiono infatti sempre “altro” grazie al contrasto di luci e ombre sull’oro giallo dato dall’utilizzo del niello e degli smalti ai quali, mi sembra che l’artista chieda più di enfatizzare o minimizzare la penombra, piuttosto che dare colore.

 

Argento, oro giallo e rame ossidato

Presenti nella mostra i disegni preparatori accoppiati alle opere. Guardandoli durante la mostra e rivedendoli ora nelle foto, mi sembrano appunti, schizzi di un astronomo (ho in mente quello scopritore di asteroidi disegnato da Saint-Exupéry…), osservatore meticoloso attraverso il telescopio di pianeti e della loro materia che varia di densità, di intensità, di sfumatura, di luminosità. Per essere ogni giorno nuova.

 

Luminosità opposte

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C’è ancora poco più di un mese iscriversi a partecipare alla selezione del Premio del gioiello contemporaneo Fondazione Cominelli alla sua seconda edizione e aperto a italiani e stranieri. Procedo con ordine dandovi le informazioni base.

La vincitrice della scorsa edizione

Scadenza presentazione domanda: 15 maggio 2011. Bisogna inviare una mail a questo indirizzo rosa.art@alice.it e fare un bonifico di 35 euro. Ci saranno in palio 3.000 euro per il vincitore e un pc portatile per il secondo. I partecipanti saranno 40. L’anno scorso hanno vinto: Iris Bodemer e Fabrizio Tridenti.

E con questo è arrivato il secondo premio!

La giuria è formata da: Graziella Folchini Grassetto, gallerista padovana; Robert Smit, artista orafo olandese; Maria Cristina Bergesio, storica del gioiello contemporaneo; Mauro Panzera, critico d’arte; Michele Cassarino, presidente Fondazione Cominelli. La manifestazione si svolgerà dall’11 settembre al 2 ottobre 2011 a palazzo Comineli a Cisano di San Felice del Benaco sul Lago di Garda.

Se avete dubbi trovate tutto sul sito dell’AGC.

Questa volta sono stata telegrafica, ma questo è tutto l’essenziale!

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Esposto allo Schmuck di Monaco

Sempre della serie visto al Handwerksmesse di Monaco vorrei segnalare due artisti (entrambi provenienti dalla scuola di gioiello di Birmingham) che hanno attirato la mia attenzione.

Farfallina notturna

Il primo, Yi Liu è cinese e ha un modo tutto particolare di esorcizzare la morte riferendosi al gusto estetico vittoriano che aveva portato in auge l’uso dei gioielli da lutto. Il suo colore di base è dunque il nero (a volte anche il grigio) contrastato da “figurine” bianche ed enfatizzato dall’oro o dal rame ai quali ama attribuire un effetto mangiucchiato e precario.

Effetto ammonite

Trovo davvero interessante l’uso di una simbologia un po’ macabra e gotica non tanto per il soggetto ­– che non è una novità (soprattutto il teschio, pensate a Damien Hirst) ­­– ma per la sua capacità di utilizzarla a mo’ di apparizione sfuggente, impronta, eco, fantasma appena visibile. A volte addirittura reperto fossile, come il caso dello scheletro trattato come un’ammonite.

Natalie Smith

Due parole su Natalie Smith, inglese, che mi ha affascinato per l’immediatezza e l’armonia dei suoi gioielli belli da guardare.  I suoi cristalli di zucchero esprimono in modo completamente diverso il senso di precarietà (rispetto a Yi Liu): sono arcobaleni pieni di luce e di sfumature pur suscettibili di liquefazione. Non a caso Natalie ha avuto una menzione speciale della giuria nella sezione Young 2010 di Preziosa (l’evento culturale di gioiello che si svolgeva all’inizio a Lucca).

Esposta allo Schmuck

 

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Gioielli e vino

Sui colli piacentini oltre al vino buono, alla cucina da svenire e all’ospitalità calorosa c’è in questi giorni anche una mostra di gioielli. Io ci sono stata per far parte della giuria che ha assegnato un riconoscimento (anzi più di uno) alle creazioni ispirate al vino, alla sua effervescenza (qui è zona di bollicine), al lavoro e alla cultura che ci sono dietro. La mostra si chiama Gioielli… in fermento è a Fornello di Ziano Piacentino, fino al 30 giugno, ospitata nel casale Torre Fornello dove – per sintetizzare – si produce vino e si vuole bene all’arte! Questi i creatori che hanno partecipato:

 

Corrado De Meo

Graziano Barzetti, Katarina Cudic, Corrado De Meo, Cadia Erre, Nicoletta Frigerio, Rosaria Gallotti, Heidemarie Herb, Raffaele Irace, Gigi Mariani, Ariel Matias Ortega, Alessandro Petrolati, Gianni Riva, Maurizio Stagni, Patrizia Bonati, Nicoletta Dal Vera, Francesca Di Giamberardino, Caterina Espa, Francesca Gabrielli, Roberto Grimani, Annamaria Iodice, Aline Kokinopoulos, Eliana Negroni, Stefano Pedonesi, Marco Picciali, Maddalena Rocco.

 

Nicoletta Dal Vera

La filosofia è quella del fare insieme, del condividere, e creare, perché no, eventi: nello stesso spirito del progetto Gioiello Modulare (di cui molti artisti in mostra fanno parte) ovvero quella collana formata da 24 elementi di cui avevo già parlato l’estate scorsa quando la vidi la prima volta esposta a Senigallia e che in questa occasione è di nuovo presente come “ospite d’onore”…

I semi preziosi di Katarina Cudic

I gioielli sono esposti sulle botti (forse non è il nome tecnico!) e in piccole cassette di legno su due piani nel casale e persino nella piccola chiesa adiacente. Varietà di stili, materiali e tecniche utilizzati. Dal bracciale di stoffa macchiata di vino di Stefano Pedonesi alla collana che utilizza tappi di sughero di Ariel Matias Ortega ai tralci invernali in porcellana bianchissima di Nicoletta Dal Vera.

 

Aline Kokinopoulos

Ma ora i vincitori. C’è stato il voto del pubblico – presente sabato il giorno dell’inaugurazione – che ha attribuito il riconoscimento a Gianni Riva e alla sua collana di ametista e oro.

 

Le Ruggini di Gigi Mariani

E poi quello della giuria che si è data tre criteri per valutare l’insieme dei pezzi presentati da ogni autore. Quindi tre premi. Quello per l’originalità è andato a Gigi Mariani di Modena per il suo lavoro sull’effetto arrugginito e ossidato che ricorda i ferri rudimentali per lavorare la terra, la fatica, la forza. Per la coerenza con il tema della mostra la giuria ha premiato Aline Kokinopoulos e i suoi tre anelli semplici in argento e rame Le tre stagioni dei sarmenti che con un impatto visivo minimale colgono il senso ciclico della vigna. Poi il premio a chi ha saputo raccontare una storia e svilupparla in momenti temporali ed emozionali: lo ha vinto Nicoletta Frigerio con un percorso tra l’argento e il bronzo della “zolla di terra”.

Nicoletta Frigerio

Doverosa aggiunta. La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Claudio Franchi (maestro orafo e critico) con una introduzione che racconta i legami tra il fare antico e artigiano e la creatività in costante fermento in una giustapposizione tra la cultura della vigna e l’estetica innovativa del gioiello. Vi segnalo in particolare i testi esplicativi dedicati a ogni autore, utilissimi da leggere, quasi come guida, lungo il percorso della mostra per capire in maniera più approfondita le opere.

 

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