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Archive for marzo 2012

Jie Sun, nello spazio della galleria Ra

Come ogni anno in fiera a Monaco espongono anche tre grandi gallerie: Platina di Stoccolma, Ra di Amsterdam e Marzee di Nimega, Paesi Bassi.

Lo spazio della galleria Platina in Fiera, a Monaco di Baviera

As is the habit every year, three important galleries exhibit their work at the Fair in Munich; the Platina of Stockholm, the Ra of Amsterdam, and the Marzee of Nijmegen, in Holland.

Mirjam Hiller in primo piano da Ra

Helena Lindholm nello spazio della galleria Platina

Le novità di Susanne Klemm proposte da Ra di Amsterdam

Non vi sembra un elemento del galeone Vasa questo pendente alla galleria Platina?

 

Daniela Hedman e Märta Mattsson (dietro)

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Galerie Handwerk, Monaco di Baviera

A Monaco non si fa che parlare della mostra Die Renaissance des Emaillierens alla Galerie Handwerk. Io ne ho già parlato a lungo in occasione dell’apertura il 9 marzo, ma non posso fare a meno di pubblicare altre foto scattate dal vivo.

In Munich everybody  keeps talking about the exhibit of enamels entitled, Die Renaissance des Emaillierens at the Galerie Handwerk.  I have already dealt with it at length in the opening on March 9th, but I cannot help but post some additional photos that I took at the exhibit.


Bettina Dittlmann

Katharina Moch

Christine Graf

Francesco Pavan

Jamie Bennett, peccato la mia pessima foto per un lavoro straordinario!

Ulo Florack

Nikolaus Kirchner

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Christiane Förster

Ho parlato delle mostre collettive qui a Monaco, ma non crediate che manchino le personali. Passeggiata in giro per la città a trovare l’orafo Michael Becker, maestro di millimetrica bellezza. Con il braccialetto che piace sempre tanto a me con i lapislazzuli e che non mi stancherò mai di fotografare.

I have dealt with collective exhibits here in Munich, but you should also know that there are many exhibitions dedicated to individual artists here as well.  I walk around the city to find Michael Becker, a jewellery maker, and a master at creating beautiful objects that are accurate to the millimeter, not to mention his lapis lazuli bracelet that I like so much and never tire of photographing. 


Michael Becker

Da Babette von Dohnanyi per vedere le collane e braccialetti geometricamente strutturati e imponenti che mescolano l’argento al corallo o all’ematite sintetici.

I also visit Babette von Dohnanyi to see the imposing, geometrically structured necklaces and bracelets made in silver mixed with synthetic coral and hematite. 

Babette von Dohnanyi

Babette von Dohnanyi

Da Christiane Förster (con la galleria Maurer Zilioli in trasferta da Brescia come di consueto nel periodo di Schmuck) che propone i suoi nidi d’ape, le sue trine, le sue superfici irregolari di smalto (è anche presente alla mostra Die Renaissance des Emaillierens alla Galerie Handwerk).

At Christiane Förster’s, (with the Galleria Maurer Zilioli which has as usual transferred from Brescia during the Schmuck), I admire her honeycombs, her laces,  and her irregular surfaces in enamel.  Her work is also exhibited at Galerie Hanwerk in the exhibit, Die Renaissance des Emaillierens).

Christiane Förster

Peter Vermandere in una delle sue personalità

E infine da quel burlone di Peter Vermandere con la mostra I’m sorry, there’s no group che riesce a sdoppiarsi in vari personaggi-artisti (anche una donna e un reverendo- Reverend R.T. Ampee) giocando con l’anagramma del suo nome e moltiplicando anche ispirazioni, materiali e creatività.

Finally I visit Peter Vermandere, a funny chap, and his exhibit entitled, I’m Sorry, There’s No Group.  He manages to transform himself into various characters-artists (even a woman and a reverend – Reverend R.T.Ampee) playing with the anagram of his name and also multiplying his inspirations, materials and creativity. 


in versione femminile: Merte Van de Perre

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Uccellini?

Un sole di primavera, un cielo azzurro. Uccellini coloratissimi chiusi su loro stessi dormono appollaiati sul muro. Ma se ti avvicini in silenzio per guardarli meglio ti accorgi che sono invece piccoli pendenti coloratissimi con un fascino astratto da cartone animato. Guardateli. Avrete voglia di toccarli tutti per farli volare.

A spring sun and a blue sky. Brightly coloured little birds curled in on themselves sleeping, perched on the wall.  When however you approach them ever so quietly,  you realize they are small coloured pendants with the abstract charm of cartoon  characters.  Look at them.  You would like to reach out and touch them so that they might fly. 

Mari Iwamoto

Sul muro di fronte brillano le foglie di un rampicante di vite americana di una precisione geometrica perfetta. Ci sarà l’inganno?

On the opposite wall the leaves of a climbing vine shimmer. They are formed carefully with perfect geometric accuracy. Is there an optical illusion? Maybe. 

Akiko Kurihara

Poco lontano su un prato improvvisato le margheritine stilizzate non si lasciano sfiorare dal vento, ma restano impettite per farsi cogliere e appuntare come è di rigore sul revers della giacca.

Not far from there on a makeshift field we find stylized daisies that are not touched by the wind, but instead they stand straight and rigid waiting to be picked and then pinned to the lapel of a jacket. 

Il praticello!

Momenti di piccolissima poesia silenziosa di due artiste giapponesi Akiko Kurihara e Mari Iwamoto alla Micheko Galerie.

Moments of  short silent poetry offered by two Japanese artists; Akiko Kurihara and Mari Iwamoto, at the Micheko Gallery. 

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Una sala del museo della caccia e pesca

L’importante è esporre: si trova un luogo che può essere, nel più istituzionale dei casi, una galleria, un centro di cultura, una chiesa, un museo, ma anche un’officina, un appartamento, una serra, una bicicletta… il resto va da sé.

The important thing is to exhibit. You can find a spot that is an official one; a gallery, a cultural centre, a church, a museum, but even a machine shop, a flat, a greenhouse, or a bicycle will do…the rest takes care of itself.

Nelli Tanner

Il museo della caccia e pesca per la mostra BACULUM una libera interpretazione dell’os penis (pare che lo abbiano molti mammiferi!) da parte di Helena Lehtinen, Eija Mustonen, Karen Pontoppidan Miro Sadzic, Nelli Tanner e  Tarja Tuupanen.

The  Hunting and Fishing Museum hosts the exhibit entitled, BACULUM – it is a free interpretation of os penis, that is; the bone which is found in the penis of  many mammals – presented by Helena Lethinen, Eija Mistonen, Karen Pontoppidan Miro Sadzic, Nelli Tanner, Tarja Tuupanen.   

Ambiente Dialogue 12

Ancora Dialogue 12

Un atelier – cantiere  per la collettiva Dialogue 12.

A atelier – workshop site for the collective exhibit entitled, Dialogue 12. 

die bodenstation

Due piccole serre costruite apposta davanti a una caffetteria per die bodenstation con Susanne Kunz, Jasmin Hess, Caro Weiss, Katharina Baur e Sabine Roth.

Two small greenhouses built for the occasion in front of a cafeteria for the Die Bodenstation with Susanne Kunz, Jasmin Hess, Caro Weiss, Katharina Baur and Sabine Roth. 

die bodenstation

Una bicicletta con tanto di carrettino vetrina con galleria mobile annessa per il simpatico Akihiro Ikeyama. Per essere al momento giusto nei punti strategici della città.

A bicycle pulling a glass case used as a mobile gallery by the wonderful Akihro Ikeyama, so that he can be at strategic points in town at just the right moments. 

La vetrina ambulante si attacca alla bici

Akihiro Ikeyama

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Pin up - Nina Sajet

Qui a Monaco tutti o quasi presentano in gruppo, per nazionalità, sesso, affinità o contrasti. Vi voglio mostrare qualche immagine di due presentazioni collettive tutte al femminile.

Here in Munich almost all the artists exhibit their work in groups organized by nationality, gender, similarities, or differences.  I would like to show you some images of two collective presentations, all by females.

Francisca Bauzá

Pin up è il titolo della mostra di 5 giovani artiste Lisa Björke, Francisca Bauzá, Märta Mattsson, Deborah Rudolph e Nina Sajet. Pin up soprattutto a causa delle spillette da collezionare e da attaccare un po’ ovunque che le 5 ragazze hanno deciso di realizzare e vendere durante la mostra come forma di autofinanziamento. 5 spillette, ognuna riproduce l’immagine di un gioiello-simbolo di ogni artista (io ho comprato per 1 euro quella di Märta Mattsson vincitrice del premio Talente).

Pin Up is the title given to the exhibit by five young artists; Lisa Björke, Francisca Bauzá, Märta Mattsson, Deborah Rudolph and Nina Sajet.  The name Pin Up is especially appropriate because the five young women have decided to make and sell tiny collectable pins during the show as a form of self-financing.  These pins are such that they can be stuck here, there, or anywhere.  There are five different pin designs, each one representing an individual artist of the group.  I bought the pin by Märta Mattsson, the winner of the Talente prize, for one euro.  

Pins anche sui dolcetti della merenda!

Ma le pins sono solo oggettini a latere della mostra che mi ha dato modo di apprezzare le collanone di perle di porcellana di Nina Sajet, quelle di grandi fiori di smalto di Francisca Bauzá e di vedere meglio il lavoro della Mattsson tra cui la spilla dell’uccellino sbadato che finisce contro il muro!

The pins were the objects that also gave me the opportunity to appreciate other pieces like the large  porcelain-pearl necklace made by Sajet Nina, the large enamel flowered necklace by Francisca Bauzá and also I had the opportunity to examine more carefully the pieces by Märta Mattsson, among which I found a pin with a little bird so inattentive that he flies into a wall!  

Märta Mattsson

Un trio femminile ha deciso di presentare i lavori su assi inclinate dall’effetto scenografico – da cui il titolo della mostra slanted for granted.

A female trio has decided to exhibit their work on slanted boards giving it a scenographic effect – hence the title Slanted for granted.

Despo Sophocleous, ultimi lavori

Abbiamo la regina delle “impalcature instabili” Despo Sophocleous (premio Hofmann 2012) con le sue collane in legno che sono tutte un movimento, ma anche quelle nuovissime datate 2012 in rame, dal titolo somewhere in-between two.

The queen of “unstable structures”, Despo Sophocleus,  (Hofmann Prize 2012), displays her wood necklaces that are all in motion along with the newest ones from 2012 in copper named, Somewhere-in-between-two.

Nicole Beck

Con lei c’è Nicole Beck con un bel lavoro sul tessuto, soprattutto, e Melanie Isverding che unisce acciaio con pirite o quarzo fumé o ematite o granato polverizzati sulla superficie interna e non visibile del metallo.

With her is Nicole Beck and her beautiful work in fabric, and Melanie Isverding who uses steel with either, pyrite or smoky quartz or hematite or garnet, pulverized on the metal’s internal surface which is not visible. 

Melanie Isverding

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Robert Baines

Parlando di giraffa, eccola qui che spunta e torna da un viaggio. È lei che governa la spilla di Robert Baines artista orafo australiano e alle volte si fa accompagnare pure dai cangurini.

Speaking of giraffes… here she comes now, returning from a trip. She dominates the brooch by Robert Baines, the Australian artist and jewellery maker, and she’s also sometimes in the company of little kangaroos. 

Nella reggia...

So per certo che è di ritorno a casa da un viaggio perché fa parte di una mostra  triplice dal titolo Returning to the jewel is a return from  exile. Il trio è composto da Robert Baines appunto, Karl Fritsch e Gerd Rothmann, orafi di fama internazionale.

I know for sure that she has just come back home from a trip because the brooch is part of a triple exhibit named: Returning to the jewel is a return from exile. The trio is composed of Robert Baines, Karl Fritsch and Gerd Rothmann, all world renown jewellery makers. 

 

Gerd Rothmann

E quando il gioiello torna lo fa alla grande in una casa come si deve, per meglio dire in una reggia, ovvero nella antica residenza dei monarchi Bavaresi di Monaco. Il progetto realizzato con una prima mostra nel 2009 è un’idea della gallerista Olga Zobel. Credo che questa sia la quinta edizione poiché nel frattempo la mostra è stata anche in Australia al TarraWarra Museum of Art.

When jewellery returns, it does so in great style, in a gentry house or even better, in a royal palace, that is;  the ancient residence of the Kings of Bavaria in Munich. The project began with an exhibit in 2009 and was the idea of the art dealer, Olga Zobel.  I think this is the fifth edition of the exhibit because it was also shown in Australia at the TarraWarra Museum of Art.

Karl Fritsch

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Guardatela a sinistra la paperina

Due animaletti così buffi e inconsapevoli di esserlo possono essere i due incontri più simpatici di una giornata di Schmuck qui a Monaco.

Such amusing little animals, and so unaware of it that they just might be the nicest encounters you will have during a day at Schmuck here in Munich. 

Eccola nel cestino vicino alla panchina

La paperella – la più simpatica – è a zampe all’aria e l’ho trovata da Marie-Louise Kristensen, artista di Copenhagen (pare che là questi pennuti siano un simbolo della città) che ha fatto delle zampe palmate il suo segno di riconoscimento. Dà ai suoi anelli il potere e la licenza di scendere dal dito e andarsene in giro con andatura goffa. La papera più simpatica è infatti andata, la curiosona, a guardare che cosa si può trovare di buono in un cestino dei rifiuti della città.

The little duck with its very distinctive palmate feet sitting up in the air is especially sweet.  It is displayed by Marie-Louise Kristensen’s, a Danish artist from Copenhagen, (ducks seem to be one of the symbols of that city).  She gives her rings the power, the license, to slip from the fingers and to move awkwardly about.  The nicest duck is also the most curious, and has wandered around town trying to find something good in the waste bins in city streets.


Il contesto è una mostra particolarmente riuscita per affiatamento e personalità di quatto artiste, 2 tedesche e 2 danesi, e si chiama Bavarian feat. DK. Interessanti le proposte dell’altra artista danese, Annette Dam, che sa giocare in maniera estremamente sottile con il concetto del segreto del nascosto, da conservare gelosamente o da non poter mostrare.Cassettini inattesi, colori che fanno riferimento al burqua, per esempio.

The context is an especially successful exhibit due to the team spirit and personality of the four artists, two German and two Danish, and it is named Bavaria Feat.DK.   The pieces exhibited by  the other Danish artist, Annette Dam are interesting.  She plays very subtly with the idea of secrets and hidden elements that are to be kept selfishly, and are certainly not to be shared. Unexpected tiny drawers, colours reminiscent of the burqa.

In primo piano le creazioni di Annette Dam

A sinistra il colore del burqua

Deliziose le scatoline colorate di latta della tedesca Anna Eichlinger, un tempo contenevano sigari o tabacco, ma sorridono alla loro nuova vita che le rende meno pericolose e più divertenti. Mi è piaciuta soprattutto quella con gli “sportellini” che nasconde due brillanti.

The tin boxes made by Anna Eichlinger from Germany, once contained cigars or tobacco, but they smile now in their new life being less dangerous and more entertaining. The one I loved most was the one with two tiny doors hiding two precious and glimmering stones. 

Le allegre scatoline

Anna Eichlinger

No, non ho dimenticato la giraffa. Vedo già il suo collo lungo che spunta dal prossimo articolo…

No I have not forgotten the giraffe. I can already see its long neck emerging from my next article…


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Ed ecco a voi: 9 London Makers con A in R; 8together che arrivano da Vienna e il collettivo francese Gla con Jewellery from words. Tutto da guardare.

Here 9 London Makers presenting A in R; 8together artists from Vienna and the French group Gla presenting an exhibition called Jewellery from words.

A in R- Isabelle Busnel

A in R

A in R - Elizabeth Auriol Peers

8together

8together - Michelle Kraemer

8together - Viktoria Münzker

Gla - Jewellery from words

Gla - Laurence Verdier

Gla - Aude Medori

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Laura Bradshaw-Heap

Karin Roy Andersson

Ciò che è appeso a un filo può sembrare precario a volte. A volte leggero. Più leggiadro addirittura come si diceva una volta parlando delle principesse. Non avere una base d’appoggio e come sfondo l’aria ti rende comunque più vulnerabile.

Objects which hang from string may sometimes appear precarious.  Sometimes weak.  But they can also appear with the same grace and beauty and elegance that we once used to describe princesses.  Not having a base on which to rest itself and having only air as a background makes it seem even more vulnerable. 

Geraldine Nishi

Alice Bo-Wen Chang

Una scelta coraggiosa per una mostra tutta basata su questo concetto, Suspended, organizzata dallo Studio Gabi Green. 19 artisti e collane volanti (non vi dico per fotografarle!). L’effetto finale? Non sembra male, ma giudicate voi.

Suspended, was organized by Studio Gabi Green and was a courageous choice for an exhibit based on this concept.  Nineteen artists and flying necklaces (not at all easy to photograph!)  The final result?  Not bad at all, but you can judge for yourself.  

Margherita de Martino Norante

Volano nello spazio in maniera più tetra, avvolti da un mantello nero a metà strada tra Il nome della rosa e Darth Sidious i personaggi che Ruud Peters ha scelto per presentare il suo lavoro Corpus – accenni di testa, di braccia, di profilo di un Cristo sulla croce – alla galleria Spektrum (in questo caso il nome è sembra fatto apposta per l’occasione).

They fly in space wrapped in black cloaking, appearing quite grim, somewhere between the Name of the Rose and Darth Sidious.  These are characters that Ruud Peters has chosen to represent his work Corpus – displaying only hints of a head or arm and even a Christ on the cross in silhouette – at the gallery Spektrum.  In this case Specktrum is a fitting name for the occasion.

Corpus di Ruud Peters

In galleria si celebrano anche i 30 anni di attività. E vai con le opere dei tanti artisti rappresentati, ma anche vai con una serie divertente di foto tratte dall’album di famiglia di ciascun artista che tappezzano le vetrine della galleria. Se vi ricordate la sigla d’inizio della serie Attenti a quei due

The gallery is also celebrating an anniversary, their thirtieth year of activity.  There are works of many artists represented here, and also an many entertaining photos taken from the family album of each of the artists that cover the glass cases of the gallery.  Do you remember the opening of the serial “The Persuaders”?

Galerie Spektrum

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