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Archive for Maggio 2012

Young Bin Park

Vado con ordine. Oggi si inaugura a Bruxelles la mostra organizzata dal Collettivo 1×1 (o Collective che dir si voglia) in una galleria, la VanderA Gallery (110-112 av.des Saisons, fino al 30 giugno). Partecipano: Eunjae Baek, Sungho Cho, Margherita de Martino Norante, Elinor de Spoelberch, Marina Elenskaya, Eugenia Ingegno, Young Bin Park e Yoko Shimizu.

Eunjae Baek

Il 1 giugno poi succede di tutto. A Stoccolma, da Platina, si inaugura la mostra Sense – Mapping dell’artista tedesca Iris Eichenberg che per anni è stata a capo del dipartimento Gioiello della Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam e della sezione metalli dell’Accademia Cranbrook in Michigan. i suoi materiali preferiti, nel tempo sono stati la ceramica e la maglia.

Un lavoro di Iris Eichenberg. Non necessariamente in mostra a Stoccolma

Sicuramente lo sapete tutti. Dal 2 al 5 giugno si celebrano nel Regno Unito i 60 anni di regno di Elisabetta. Giubileo di diamante! E giù con i festeggiamenti. E corone di qua e carrozze di là, ne vedremo delle belle. E per sentirsi regine niente di meglio della mostra di Electrum Gallery a Londra (dal 1 giugno, sempre) che si intitola Queen of Diamonds (fino al 31 agosto) con una spiegazione che è tutto un programma: A celebratory exhibition of contemporary jewellery fit for the Queen and all her subjects. Una sfilza di partecipanti: Jane Adam, Vicki Ambery-Smith, Hannah Bedford, Clara Breen, Michael Carberry, Tania Clarke Hall, Emily Collins, Tusheeta David, Anne Finlay, Gerda Flöckinger, Lucie Gledhill, Emmeline Hastings, Jo Hayes Ward, Susi Hines, Stephanie Johnson, Jennifer Kidd, Momoko Kumai, Jenny Llewellyn, Catherine Mannheim, Jo McAllister, Dagmar Mildes, Maria Militsi, Louise Miller, Mark Nuell, Lina Peterson, Wendy Ramshaw, Maya Selway, Shivani, Rie Taniguchi, Ruth Tomlinson, Karola Torkos, Maud Traon, Irene Wolf, Mark Woods.

La spilla celebrativa per collezionisti di Jo McAllister, 2012

E ancora ci siamo con il 1 giugno. Solo per pochi giorni, fino al 3, Steinbessen organizza ad Amsterdam (Lloyd hotel & Cultural Embassy – Oostelijke Handelskade 34) A Matter of Act – Sustainability in Contemporary Jewellery, lavori di Gitte Nygaard, Julia Manheim, Karin Roy Andersson e Nicolas Cheng sul tema del riciclo.

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Chiara Scarpitti in ambientazione design

Come vi dicevo, ieri sera inaugurazione di Microcosmi preziosi – il gioiello contemporaneo a Roma nel negozio show-room di Boffi. Tutto da scoprire il piano inferiore, immenso. Piacevole vedere i gioielli ambientati in bagno e cucina (di lusso). Qui di seguito un piccolo reportage fotografico.

I gioielli di Luigi Mariani con sfondo di cucina

Agnieska Kiersztan

Francesca Gabrielli

Orietta Bomè

Luisa Bruni

Fernando Betto

Stefania Lucchetta

János Gábor Varga.dietro ai fornelli…

… e in primo piano

Barbara Uderzo

Enrico Franchi

Claudio Ranfagni

 

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Gigi Mariani

A Livorno, nello studio di Corrado De Meo (via Goldoni 52)  andate a vedere Dieci artisti orafi contemporanei: Narciso Bresciani, Nicoletta Frigerio, Francesca Gabrielli, Heidemarie Herb, Anna Maria Iodice, Luigi Mariani, Eliana Negroni, Stefano Pedonesi e Federico Vianello e naturalmente Corrado De Meo. Fino al 5 giugno dalle 14.00 alle 19.30 (chiuso il lunedì).

Barbara Uderzo

A Roma si apre domani, fino al 1 giugno, Microcosmi Preziosi- il gioiello contemporaneo presso Boffi Barberini  (via Barberini 84, apertura ore 10-14 e 15-19). Espongono: Fernando Betto, Orietta Bomè, Luisa Bruni, Enrico Franchi, Francesca Gabrielli, Agnieska Kiersztan, Stefania Lucchetta, Luigi Mariani, Claudio Ranfagni, Chiara Scarpitti, Barbara Uderzo, János Gábor Varga. Andrò a vedere e vi dirò.

Chiara Scarpitti

Sempre a Roma continua fino al 31 maggio (dalle 9 alle 19, chiuso il lunedì) al Museo Boncompagni Ludovisi (via Boncompagni 18), This is bijou! con 38 autori da tutta Italia. La mostra itinerante sbarcherà al Museo del Bijou di Casalmaggiore dal 22 al 30 settembre.

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Wendy Ramshaw

Meglio tardi che mai. Oggi ultimo giorno della mostra alla Electrum Gallery di Londra dedicata a Wendy Ramshaw, artista celeberrima per i suoi anelli geometrici da combinare a piacimento e che soprattutto non possono prescindere dalla colonnina che li sostiene.

Wendy Ramshaw alla Electrum Gallery

Le ho chiamate colonnine, ma sono molto di più e ognuno può dar loro il significato che vuole e associarli all’immagine che ritiene più opportuna. Io ne ho trovate varie: sono torri o minareti, sono missili, statuette funebri, obelischi, fialette di veleno o di profumo, soldatini, pezzi degli scacchi…

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Gallery S O, Londra

Oggi visita alla Gallery S O a Londra per la mostra Industrial 2 di Helen Britton (fino al 10 giugno). Mi piace la purezza stilizzata di questo modo di essere industriale , ma “caldo” al tempo stesso. Ingranaggi sublimati: penso a quelle fabbriche fine Ottocento, mattoncini rossi, viti e bulloni  – non reali magari – ma presi dall’immaginario di un film.

Helen Britton

Helen Britton, Industrial 2

Helen Britton

Helen Britton alla Gallery S O

La Gallery S O era presente con il suo stazio anche alla Saatchi Gallery durante Collect 2012. L’occasione per vedere da vicino le “reliquie” di Bernhard Schobinger,  le spille mute che parlano sul retro di Graziano Gianocca, le costruzioni di Peter Skubic.

Graziano Gianocca e le spille viste davanti

… e dietro. Nella mia foto non si capisce molto che dietro sono immagini fotografiche

Peter Skubic

Bernhard Schobinger

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Ora fermi come soldatini

Visto di recente a Collect 2012 il lavoro di Michael Berger, discepolo ed “erede” di Friedrich Becker di cui ho appena parlato qui sopra. I suoi anelli sembrano starsene buoni buoni, geometrici, eleganti spesso sobri, ma in realtà desiderano solo avere una “spintarella” per partire sgambettando felici di qua e di là, nello spazio concesso dal cuscinetto a sfera. Sta al loro padrone (il proprietario del dito) valutare quanta libertà vuol lasciar loro. Io trovo irresistibili quelli con doppio movimento, a doppia esuberanza. Per avere un’idea andate a vedere il suo sito che prevede anche dei mini filmati degli anelli in movimento.

Michael Berger

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Braccialetto della collezione Gesellschaft für Goldschmiedekunst e.V. di Hanau

Domani a Monaco di Baviera conferenza in onore di Friedrich Becker celebre inventore del gioiello cinetico e anche scultore e designer nonché professore alla Fachhochschule di Düsseldorf. Avrebbe compiuto proprio in questi giorni 90 anni. L’appuntamento è al terzo piano Handwerkskammer für München und Oberbayern alle 18.00 e relatore è il professor Rüdiger Joppien, specialista in merito e autore di uno dei saggi del libro a lui dedicato uscito nel 1997 (anno della sua morte).

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Bruno Martinazzi

Vi segnalo, a Vienna alla galleria Slavik, la mostra Schmuck und Mythos di Bruno Martinazzi (fino al 16 giugno). L’artista torinese (classe 1923, è sempre bene ricordarlo) ha fatto dei “primi piani” del corpo umano il suo vocabolario distintivo. Momenti di un gesto, di un ricordo, di un sentimento. Rubo, dal pieghevole della mostra firmato dall’artista, alcune frasi.

Bruno Martinazzi

“Fare bene il proprio lavoro è un impegno morale, è un valore che rinsaldai vincoli degli uomini tra gli uomini. (Come scrive Cicerone , – De officiis 1,22 – Facultatibus devincire hominum inter homines societatem). Etica ed estetica sono congiunte e l’arte è alimentata dal bisogno di conoscenza spirituale”. Che cosa c’è da aggiungere d’altro?

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Barbara Paganin

Arriva nuova nuova apposta per Collect 2012 la collana di Barbara Paganin e, a mio parere, Londra è la città ideale per accoglierla. Eccola nella foto: un po’ barocca e punk, contestatrice e sentimentale, e soprattutto lontana da compromessi. È una storia di ricordo, sogno e rivoluzione. Per una associazione di idee un po’ assurda, mi fa pensare – nel suo senso, non nel suo aspetto – a una medaglietta smaltata con un bimbo in fasce che avevo della mia bisnonna. E c’è il colore, certo. Quello in toni diversi delle foglie del cavolo che fanno da lettino ai bambinelli, ma anche ai loro animaletti protettivi, ai loro spiriti custodi. Poi la chiusura, la testa con una “acconciatura” che la fa assomigliare ad una altera africana (pensare che è proprio la cosa che ho notato per prima).  E, soprattutto, la composizione, la struttura nel suo insieme che ti fa dilungare immensamente sull’armonia prima di avventurarti alla scoperta di chi abita sulle singole foglie.

 

The new necklace by Barbara Paganin arrived just for Collect 2012 and, in my opinion London was the ideal place to welcome it.  Here it is in the photo, a bit baroque and punk, protester and sentimental, and above all, far from compromises. It is a history of memories, dreams and revolution.  It makes me think (regarding its meaning, not its appearance), of the enamel medal representing the babe in arms that I got from my great grandmother. Certainly there is colour. Different shades and tones of the cabbage leaves used as the bed for the babies, the protective animals and guardian angles.  The clasp of the necklace, a head adorned so that it reminds one of a proud African woman, (this is just the first thing I noticed), and above all, the composition, the whole structure which allows you to admire the harmony before starting the adventure of  discovering which small figures live on each leaf.

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Peter Chang

Collect è anche l’occasione per guardare da vicino, spesso senza il riflesso della vetrina, prendere in mano, osservare. Poi fare un giro e tornare nello stesso posto a guardare di nuovo. Tutto è concentrato in un unico luogo su vari piani, è facile passarci delle ore. Mi sembra che tutto sia un guardare e riguardare e riguardare ancora. Quasi come ai tempi di scuola quando, dopo aver studiato la lezione, chiudevo il libro per ripetere. Poi lo riaprivo all’improvviso per verificare se la memoria mi aveva ingannato. E lo facevo varie volte. Ogni volta, questo è sicuro, realizzavo di essermi dimenticata un dettaglio…

Collect is also a chance to look closely, often without the reflection of the display window, to take in hand, and to observe. Then, after going around, you go back to the same spot and look again. Everything is concentrated in one place, on various floors, and so it is easy to spend hours there. It seems to me that it’s all about looking, and then looking again and yet again. It is a bit like when I was  at school and after my lessons, I used to close my book and try to remember what I had studied. Then, suddenly I would open my book again to see if my memory had cheated me. And I am  pretty sure that each time I did this, I found that I had forgotten a detail…

David Bielander

David Bielander

Mi soffermo qui solo fotograficamente su tre artisti molto conosciuti, David Bielander, Peter Chang e Annamaria Zanella, presenti a Collect 2012 con questi lavori. Da guardare e riguardare. Un ripasso anche per voi.

I stop here only photographically to focus on three very well known artists: David Bielander. Peter Chang and Annamaria Zanella, who present at Collect 2012.  It’s to look at over and over again. Also a revision for you.

Annamaria Zanella

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