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Archive for settembre 2013

L'inaugurazione della mostra FiloRossoxParis

L’inaugurazione della mostra FiloRossoxParis

Non potevano mancare gli Italiani e il made in Italy nell’ambito di questo tormentone gioiellesco parigino dei Circuits Bijoux. 13 creatori in mostra nella boutique della stilista spagnola Agatha Ruiz de la Prada, nel 6° arrondissement che si cimentano (chi per la prima volta chi per consuetudine) con il tessuto, le trame i fili.

Eccovi in ordine alfabetico i partecipanti: Patrizia Bonati, Corrado De Meo, Elisabetta Dupré, Flavia Fenaroli, Maria Rosa Franzin, Rita Marcangelo, Gigi Mariani, Flavia Elenora Michelutti, Sara Progressi, Chiara Scarpitti, Maurizio Stagni, Barbara Uderzo, Graziano Visintin.

È questa una sorta di puntatina parigina della Biennale del Gioiello contemporaneo FiloRosso (che si è svolta, dopo Muggia, anche in Slovenia nel 2013) curata, come questa mostra da Isabella Bembo.

La curatrice oltre a stilomare i partecipanti a cimentarsi con il tessuto ha anche chiesto loro di mettere in mostra un loro gioiello “intimo”, segreto, magari mai mostra prima al pubblico.

La mostra il cui titolo è FiloRosso x Paris (9, rue Guénégaud) durerà fino all’11 ottobre.

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Diamond shot: l’idea esplosiva di David Roux-Fouillet per creare qualcosa di unico sparando con il fucile la pietra, protetta da una cartuccia d’oro, in un anello di platino

 Finalmente nel mirino ci siamo. La famosa mostra sul gioiello contemporaneo in Francia di cui si parla da mesi si è inaugurata ieri al Museo des Arts Décoratifs a Parigi e andrà avanti fino al 2 marzo. Io sono andata ieri alla presentazione per la stampa: mi ci sono volute più di tre ore per vederla tutta. E forse ho saltato qualcosa.

Nella vetrina le  spille orecchie-ritratto di Benjamin Lignel. Sopra un ritratto nel senso più classico

Nella vetrina le spille orecchie-ritratto di Benjamin Lignel. Sopra un ritratto nel senso più classico

Questo vi basti per dire che è qualcosa di di gigantesco. Più che una mostra è un percorso all’interno delle collezioni permanenti (tutte tranne quelle di gioiello) nato proprio per valorizzare e in un certo senso costringere il pubblico a scoprire le meraviglie di questo museo che i visitatori tendono a tralasciare in favore delle mostre temporanee. I gioielli sono sistemati tra mobli art déco e armadi anni 40, tra statuine di porcellana del Settecento e imponenti cassettoni medievali. Si sale e si scende da un piano a un altro (dal terzo al nono ) a caccia della banda color fucsia che segnala la presenza dell'”intruso” gioiello.

Sophie Hanagarth, gli anelli

Sophie Hanagarth, gli anelli

Non è una novità assoluta quella di presentare in museo il gioiello contemporaneo a fianco dell’oggetto antico (mobile o vaso che sia), ma qui l’operazione è titanica e strabiliante. Un lavoro immenso di selezione da parte del curatore Frédéric Bodet (per molti anni nel dipartimento “contemporaneo” del museo e da poco a Sèvres alla Cité de la Céramique): circa 800 pezzi mettere in scena il fare gioiello in Francia oggi. È gioiello che fa pensare in silenzio oppure sfrontato e provocatore che ama le luci della ribalta , è maschera, denuncia, sfavillio esagerato e voluto, ironia, beffa. Ci sono una quarantina di “creatori indipendenti ” come chiamano qui i creatori-artisti di gioiello contemporaneo, ma non mancano i gioielli legati al mondo dell’artigianato di lusso e della moda come Chanel, Hermès e Boucheron.

Il collier "cinema" di Géraldine Luttenbächer

Il collier “cinema” di Géraldine Luttenbächer

La mostra è assolutamente da vedere, ma non finisce qui perché Dans la Ligne de Mire non è che il cuore palpitante che  ha dato l’impulso a una vera e propria manifestazione ben più ampia dal titolo globale Circuit bijoux di una cinquantina di altre mostre ed eventi che da adesso a marzo animeranno e risveglieranno Parigi dal punto di vista del gioiello contemporaneo. E ce ne è bisogno.

Patricia Lemaire: imponente collari fatti con i filtri del caffè F(ph)iltres d'amour

Patricia Lemaire: imponente collari fatti con i filtri del caffè F(ph)iltres d’amour

Oggi vi do solo un assaggio con alcune immagini per darvi un’idea dell’ambientazione, ma ritornerò regolarmente a parlarvi di questa mostra au Arts Décoratifs e cercherò di seguire il maggior numero possibile eventi in questi mesi. Già stasera… in mostra di italiani. Da vedere e leggere qui domani.

La "collezione"  The Blackdress di Monika Brugger

La “collezione” The Blackdress di Monika Brugger

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Gigi Mariani - primo premio del Cominelli 2013

Gigi Mariani – primo premio del Cominelli 2013

Festeggio il rientro scolastico del mio blog dandovi i risultati del Premio Cominelli  di quest’anno, il quarto, che mi sono arrivati stanotte. Poiché il premio e la collezione permanente (curata da Rita Marcangelo) che man mano si sta formando non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni passo direttamente al dunque con i nomi e le motivazioni. Se avete curiosità di sapere anche come sono andate le precedenti edizioni trovate tutto nello storico di questo blog.

Primo premio: Gigi Mariani 

Motivazione. L’opera di Gigi Mariani esprime una forte tensione, determinata dal segno e dalla frattura negli elementi. Importanti le proporzioni e soprattutto la tecnica del niello che in questo caso esaltano la forma nella sua esecuzione. Traspare dal pezzo un senso di potente primordialità, accentuata anche dal colore scuro.

Secondo premio: Makoto Hieda

Motivazione. Nel gioiello di Makoto Hieda il vuoto si fa protagonista, modellato con un senso etereo della forma e una capacità di esprimere raffinate qualità tattili. Un ulteriore fattore di interesse è costituito dalla presenza di elementi mobili all’interno della struttura principale che sembra essere fatta, per così dire, di aria e di movimento.

Terzo premio: Elisabetta Duprè 

Motivazione. Le spille di Elisabetta Duprè comunicano una rara sensibilità formale e una tecnica sopraffina. Sono gioielli a configurazione variabile irregolare, la cui mobilità degli elementi costitutivi  dà l’impressione quasi di un organismo vivente, delicato ma  contemporaneamente dotato di una forza condensata.

Makoto Hieda - secondo premio Cominelli 2013

Makoto Hieda – secondo premio Cominelli 2013

Menzioni speciali
Suzanne Beautyman
Jessica Turrell
Emma Francesconi

I giurati ospiti stranieri di quest’anno erano:

Kadri Malk artista orafa e insegnante all’Estonian Academy of Arts, Ichiro Iino Direttore Scultura del Metallo Università di Belle Arti e della Musica di Tokyo, Yutaka Nagai artista orafo JJDA.

La mostra  a Cisano di San Felice del Benaco è aperta fino al 6 ottobre e oltre ai partecipanti al concorso:

ANNA FORNARI, ANNIE SIBERT, ANTJE STUTZ, BABETTE VON DOHNANYI, BEATE EISMANN, CHIARA ZANETTI, CLAUDE SCHMITZ, DANNI SCHWAAG, EIKO NAKAHARA, ELIDA KEMELMAN, ELISABETTA DUPRE,’ EMMA FRANCESCONI, EUNMI KWON, FARRAH AL-DUJAILI, FRANCESCA DI CIAULA, FRANCESCA GABRIELLI, GIGI MARIANI, GIULIA SAVINO, HEIDEMARIE HERB, ISABELL SCHAUPP, JESSICA TURRELL, JIE SUN, JOOHEE HAN, JOO HYUNG PARK, JUDY MCCAIG, KAREN VANMOL, KIRSTEN HAYDON, LENA LINDAHL, MAKOTO HIEDA, MARIANNE SCHLIWINSKI, MICHELLE KRAEMER, NAHOKO FUJIMOTO, NIKKI COUPPEE, SEO JEONG WO, SHU-LIN WU, SILKE TREKEL, SIMONA MATERI, SOOYEON KIM, SUMIKO HATTORI, SUNGHO CHO, SUZANNE BEAUTYMAN, TAKAKO KOMIYA, VIKTORIA MUNZKER, WAN HEE CHO, YOKO TAKIRAI, YU HIRAISHI, YUKI SUMIYA

quest’anno anche i lavori degli allievi del Dipartimento Scultura del Metallo dell’Università di Belle Arti e Musica di Tokyo.

Elisabetta Duprè - terzo premio Cominelli 2013

Elisabetta Duprè – terzo premio Cominelli 2013

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