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Archive for marzo 2014

Fumiki Taguchi

Fumiki Taguchi

Fumiki Taguchi

Fumiki Taguchi, argento

Fumiki Taguchi, che l’anno scorso si è vinto l’Hofmann Preis con medaglioni a effetto ottico  antico-diamanti e che quest’anno era ancora presente nella selezione ufficiale di Schmuck, ce lo ritroviamo in una mostra alla galleria Micheko. Con un lavoro tutto diverso: questa volta ci lancia attorno al collo o al polso dei salvagenti cicciottelli che morbidi sono soltanto per illusione ottica poiché sono invece realizzati in argento e alluminio. Insieme a lui nella mostra dal titolo Mass (Misurare), Sungho Cho e Akiko Kurihara di cui avete già sentito parlare in questo blog.

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Taguchi, alluminio, bronzo e acciaio

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Taguchi, argento e un po’ di colore

L'ora digitale in spille e bracciali: da aggiustarsi un po' secondo il proprio comodo

Sempre Taguchi: l’ora digitale in spille e bracciali: da aggiustarsi un po’ secondo il proprio comodo

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Ritratto di Arcimblander alias David Bielander

Ritratto di Arcimblander alias David Bielander

Sì mi è venuta così questa parola: una fusione tra Arcimboldo (il pittore, dico) e David Bielander. Facile pensarci quando si va a visitare la mostra Demiurg legata allo straprestigioso Françoise van den Bosch Award vinto da Bielander nel 2012.

Questo invece l'ha dipinto Arcimboldo

Questo invece l’ha dipinto Arcimboldo

Al di là degli apprezzamenti, degli elogi e il resto, quello che è da godere è un momento di leggerezza che ti fa nascere il sorriso sulle labbra e poi ti lascia contento e divertito per il resto della giornata e non è poca cosa.

Nella vetrinetta trompe l’oeil viene ricostruito un banchetto medievale nel quale vi sfido a riconoscere il collier lamponi, il bracciale scampi e ananas e i pendenti cipolle. In un’altra si propone il paesaggio alpino (svizzero , sicuro)  dove sbocciano le genziane e gli abeti hanno il tronco di un elefantino e i ricci…

Le scene si susseguono: fiumi popolati di carpe, laghi magici abitati da mostri della coda minacciosa. Il gioco di realtà e trasformazione, scherzo, inganno, magia e risata non si ferma qui.

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Disegni di Giampaolo Babetto

Disegni di Giampaolo Babetto

Orgoglio patriottico e vai. Allora gli Italiani durante Schmuck non tantissimi, ma… Intanto l’unica selezionata dello “Schmuck” ufficiale è Gabi Veit di Bolzano con i sui anelli di argento e granati del Sud Tirolo (come è specificato nella didascalia che leggo sul catalogo).

Gabi Veit selezionata a Schmuck 2014

Gabi Veit selezionata a Schmuck 2014

Gigi Mariani e Maria Rosa Franzin sono alla galleria Isabella Hund insieme alla tedesca Sabine Steinhäusler per dimostraci la bellezza e l’eleganza del nero nel gioiello e le sue tecniche (dal niello all’ossidazione dell’argento).

Gigi Mariani, multianello o bracciale?

Gigi Mariani, multianello o bracciale?

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Il lavoro di Sabine Steinhäusler esposto con quello di Mariani e Franzin

Maria Rosa Franzin

Maria Rosa Franzin

Giampaolo Babetto racconta questa volta la sua sua arte attraverso le opere di carta, i suoi disegni dal 1965 al 2009 alla Galerie Fred Jahn. E qualche gioiello anche che ci fa comunque sempre bene vedere.

Inconfondibile Babetto!

Inconfondibile Babetto!

Giovanni Sicuro arriva tranquillo tranquillo e vince il primo premio del concorso internazionale mineralART 2014 (161 partecipanti per 275 pezzi e 50 pezzi finalisti) con tema l’agata. Giuria top e mostra al museo di arte antica di Monaco!

mineralART 2014 primo premio a Giovanni Sicuro

mineralART 2014 primo premio a Giovanni Sicuro

 

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Un albero colorato… per segnalare la mostra alla Galerie Handwerk

Un albero colorato… per segnalare la mostra sulla Nuova Zelanda alla Galerie Handwerk di Monaco

Devo dire che non c’è modo migliore per gustarsi la mostra di gioiello contemporaneo neozelandese e alcuni oggetti storici maori di una calma e silenziosa domenica mattina. Così è stato per me alla Galerie Handwerk (come sapete la vetrina culturale della Camera di Commercio della Baviera) dove fino al 19 aprile potrete osservare  circa 150 lavori selezionati dai curatori, due artisti molto celebri e neozelandesi (chi per nascita, chi per scelta)  Warwick Freeman e Karl Fritsch.

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Wunderruma

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“Pennies from Heaven”, Roy Mason

La mostra si chiama Wunderruma e anche se a me era sembrato di capire la prima volta, Wonder woman, in realtà il titolo si può più o meno tradurre come “camera dei tesori”  giocando con la parola maori che vuol dire appunto stanza e la tradizione occidentale dei “cabinet de curiosités”.

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Warwick Freeman e Karl Fritsch

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Alan Preston

Sono gioielli che vanno al senso più intrinseco delle cose, senza mediazione, diretti, inconfutabili, a volte sono le cose stesse: una piuma, una conchiglia, un amo, una foglia, dei mozziconi di sigaretta…

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Una vetrina della mostra sugli artisti della Nuova Zelanda

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Neke Moa

La mostra tornerà poi in Nuova Zelanda e sarà ospite del Dowse Art Museum a Hutt da giugno a settembre 2014.

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Ogni edizione di Schmuck ha la sua galleria ambulante e deambulante, in questo caso, e il suo momento ludico. Per la versione 2014 ecco cinque studenti MAD for Schmuck del master della Media Art Design Faculty di Hasselt in Belgio con tanto di zainetto spaziale in giro per la città.

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Che cosa c'è dietro le quinte?

Che cosa c’è dietro le quinte?

È un po’ come entrare in un teatro e rendersi conto che gli attori se ne stanno buoni buoni dietro le quinte anziché recitare sul palcoscenico. Così il primo impatto della mostra  Staring: in Hindsight (qualcosa come Fissare con il senno di poi) degli studenti ed ex del Metal Program della State University of New York a New Paltz, uno degli appuntamenti alla Neue Sammlung di questi giorni. In pratica il passo lo fa lo spettatore sorpreso e divertito che va a cercarsi dietro le tavole in legno, inclinate in diagonale a spina di pesce, i lavori di una  trentina di creatori, studenti di Jamie Bennett che è insieme  Myra  Mimlitsch-Gray e Kerianne Quick, curatore della mostra.

Basta andare dietro le quinte per trovare la mostra Staring in Hindsight

Basta andare dietro le quinte per trovare la mostra Staring in Hindsight

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Sopra, Shelly Norton, sotto,

Sopra, Shelly Norton (plastica), sotto, Sally Marsland (resina di poliuretano)

Bin Dixon-Ward, realezzari con il CAD

Bin Dixon-Ward, nylon, realizzati con il CAD

Beppe Kessler, legno, argento, oro , pittura e fibra acrilica

Beppe Kessler, legno, argento, oro , pittura e fibra acrilica

Florian Weichsberger, plastica

Florian Weichsberger, questa è plastica e non metallo  o legno!

Particolarmente incisive le vetrine dello Schmuck ufficiale di quest’anno. Voglio dire che la curatrice della selezione Jorunn Veiteberg (storica dell’arte norvegese e autrice tra l’altro di un libro che ho letto qualche anno fa e che vi consiglio, Craft in Transition) ha organizzato le vetrine in modo molto chiaro e immediato perché le “tendenze” del gioiello da lei individuate risultassero anche a un rapido sguardo identificabili.

Manon van Kouswijk, residui ornamentali di porcellana

Manon van Kouswijk, residui ornamentali di porcellana

Jie Sun, legno e lacca cinese

Jie Sun, legno e lacca cinese

A sinistra, Dongchun Lee e

A sinistra, Dongchun Lee (legno e corda) e Tabea Reuleke (legno)

Sopra, Paul Derrez e

Paul Derrez

Colori accesi, oggetti di metallo o legno che mostrano il loro aspetto usato, strutture architettoniche e maschere con un gusto per un certo misticismo. Tendenze non nuovissime direi, ma sempre più interessante al di là della forma è interessante andare a vedere come i materiali vengono impiegati in un gioco di “inganno” a volte sorprendente . Qui vi mostro solo una piccola selezione dei 66 partecipanti da 25 Paesi diversi che sono stati selezionati su un totale di 552. E per giunta 25 degli artisti sono stati invitati per la prima volta e alcuni di loro sono freschissimi di studi… anzi alcuni di loro non hanno completamente terminato ancora.

Yutaka Minegishi, lignum vitae. Ha vinto attribuito dalla Baviera

Yutaka Minegishi, lignum vitae. Ha vinto attribuito dalla Baviera

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Laura Deakin e Nicole Beck

Maria Nuutinen, rame, smalto tessuto

Maria Nuutinen, rame, smalto tessuto

Andi Gut, nylon e argento

Andi Gut, nylon e argento

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Die Neue Sammlung. la sera dell'inaugurazione della Danner Rotunda

Die Neue Sammlung la sera dell’inaugurazione della “nuova” Danner Rotunda

La folla delle grandi occasioni, i discorsi, i ringraziamenti e gli applausi (della durata di 50 minuti tutto compreso), per l’inaugurazione del nuovo allestimento della Danner Rotunda, la collezione permanente di gioiello contemporaneo della Neue Sammlung. Così vengono celebrati i dieci anni di contemporary jewelery al museo e l’ideazione della nuova disposizione delle opere è stata affidata – grande ritorno – a Otto Künzli che era stato artefice della prima, nel 2004 affiancando Hermann Jünger, insigne professore del corso di gioiello alla Accademia di Belle Arti di Monaco tra il 1972 e il 1990 (scranno attualmente occupato da Künzli). Come intermezzo c’era stato invece l’allestimento ideato da Karl Fritsch (diciamo di nuova generazione) nel 2010.

Danner Rotunda

Danner Rotunda

296 pezzi,di 139 artisti provenienti da 26 Paesi in 35 teche. Due in più dell’allestimento precedente come racconta Künzli. Tenete presente comunque che a un visitatore disattento e non esperto potrebbe sfuggire a un primo sguardo la differenza tra il precedente allestimento e questo: nell’aspetto esteriore le teche sono le stesse. Ciò che va visto con calma e prendendo tutto il tempo possibile è come sono giustapposte le opere che sono all’interno. Come Kunzli ha voluto suggerire che dialogassero tra loro. E per captare questo sottile bisbiglio bisogna osservare, andare avanti e poi tornare indietro. Studiare un po’ insomma. Il curatore nel suo discorso ha messo in rilievo alcune di queste giustapposizioni come il collier, esempio altissimo di art nouveau, in gemme preziose creato da Henry van de Velde accostato a quello di Anni Albers, artista della Bauhaus, realizzato nel 1941 con graffette, catenelle del tappo della doccia, filtro di drenaggio.

Sopra, Henry van de Velde e sotto Anni Albers

Sopra, Henry van de Velde e sotto Anni Albers

Ogni opera è identificata da un salvifico numeretto ben nascosto, per non disturbare, ma sufficientemente visibile per non indurre in equivoci. Una lenzuolata di didascalie in free service su un foglione grande come un quotidiano attende il visitatore all’ingresso. Rispetto al sistema precedente, ove l’opera era identificata tramite uno schizzo, trovo questa soluzione attuale di più immediata comprensione.

Ed ecco tutte le didascalie… fronte retro!

Ed ecco tutte le didascalie… fronte retro!

Vi lascio a godervi un po’ di immagini che ho scattato (in un momento di calma, appunto) e soprattutto l’invito ad andare a scoprire di persona mondi che si incontrano, somiglianze inattese, sorprese.

Forse questo è l'unico gioiello realizzato dall'artista cinese Ai Wei Wei

Forse questo è l’unico gioiello realizzato dall’artista cinese Ai Wei Wei

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Schermata 03-2456734 alle 12.39.55

Schermata 03-2456734 alle 12.40.41

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Lauren Tickle

Non potevo certo lasciare indietro i vincitori di Talente 2014, diciamo le giovani promesse nei vari campi del fare artistico e dei materiali pi diversi dal legno ala ceramica alla carta al gioiello al tessuto. Non potevo certo lasciarli indietro tanto più che come vuole la tradizione qui a Monaco in Fiera sono annunciati prima di di quelli dell’Hofmann Preis.

Patricia Domingues

I vincitori sono otto, ma io vi dico prima quelli del gioiello e cioè Patricia Domingues, portoghese che ha studiato di recente a Idar -Oberstein in Germania, per le spille di legno ricostruito e di acciaio e l’americana Lauren Tickle per un lavoro interessante con le banconote da un dollaro e un pizzico di barocco. Poi per dovere di cronaca ecco gli altri: David Kaiser, Lisette Appeldorn, Floris Wubben, Jiun-you Ou, Peter Mark Schevers, Samantha Lewis.

Un tempo erano dollari… di Lauren Tickle

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I vincitori con la giuria e gli organizzatori. Bodemer e Passama sono le ultime due donne a destra.

I vincitori con la giuria e gli organizzatori. Bodemer e Passama sono le ultime due donne a destra

È una delle notizie che interessano di più e quindi eccovela. Su tutto il resto scriverò da qui ai prossimi giorni.

L’opera di Iris Bodemer è composta da 34 spille d’argento

Allora i vincitori dell’Hofmann Preis sono la tedesca Iris Bodemer con una “composizione puzzle” di spille, il giapponese Akihiro Ikeyama con un lavoro con il corno con un particolare effetto quasi spugnoso e la tailandese, ma che abita in Olanda, Noon Passama, con una serie di gioviali faccette pelose.

Le spille di Noon Passama

Le spille di Noon Passama

Akihiro Ikeyama e le sue Holey Holye Abnorm

Akihiro Ikeyama e le sue Holey Holye Abnorm

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