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Archive for marzo 2015

En Syntonie, Paris, Collectif Les pépites du 20ème

En Syntonie, Paris, Collectif Les pépites du 20ème

Situata giusto accanto alla mostra proposta dall’associazione D’un Bijou à l’Autre mi sono divertita a guardare En syntonie presentata dal giovane collettivo parigino Les pépites du 20ème, composto da nove personalità artistiche che si esprimono attraverso i “métiers d’art”. Ecco i loro nomi: Anne Chedeau, Sophie Dalla Rosa, Clémentine Dupré, Mathilde Quinchez, Janaïna Milheiro, Solène Léglise, Camille Roussel, Léa Van Impe, lucieblanche.

En Syntonie

En Syntonie

En Syntonie

En Syntonie

Per questa mostra si sono cimentati a creare riflessi e risonanze tra i loro diversi “mestieri”, a cercare ispirazione l’una nel lavoro dell’altra in una specie di rimbalzo degno di una pallina da ping pong.

En Syntonie

En Syntonie

Oltre alle immagini  avete qui anche un mini video.

il braccialetto Dunn's Awakening di Sébastien Carré, realizzato con pellicola cinematografica

il braccialetto Dunn’s Awakening di Sébastien Carré, realizzato con pellicola cinematografica

Ho dovuto fare solo pochi passi per arrivare all’INMA, l’Institut National, des Métiers d’Art dove tra tante opere diverse ho trovato anche in mostra alcuni lavori di Sébastien Carré del quale, come forse vi ricorderete, avete una video intervista su questo blog realizzata in occasione di Talente a Monaco di Baviera.

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Brune Boyer

Brune Boyer – di profilo….

Brune Boyer

Brune Boyer – di fronte!

Anche qui a Parigi abbiamo festeggiato questo fine settimana le “Journées Européennes des Métiers d’Art 2015” e dobbiamo all’associazione D’un bijou à l’autre la visibilità del gioiello contemporaneo grazie a una mostra organizzata al numero 31 del Viaduc des Arts, un vero e proprio ex viadotto che riunisce tanti interessanti mestieri d’arte a volte dimenticati.

Marianne Anselin

Marianne Anselin

Ecco i nomi dei partecipanti (anzi delle partecipanti perché mi sembra che siano tutte donne!!!) alcune delle quali dovreste già conoscere perché già citate più volte in questo blog: Marianne Anselin, Brune Boyer, Stella Bierrenbach, Ana Carolina Escobar, Valentine Herrenschmidt, Ulrike Kampfert, Sonia Ledos, Catherine Le Gal, Aude Medori, Galatée Pestre, Nathalie Perret, Andrea Pineros, Jordane Somville, Céline Sylvestre, Laurence Verdier, Caroline Volcovici, Claire Wolfstirn.

Ana Escobar (davanti) e Stella Bierrenbach (dietro)

Ana Escobar (davanti) e Stella Bierrenbach (dietro)

Per vedere meglio una parte della mostra ecco tre video. Fate click 1, 2, 3.

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Un lavoro di Sébastien Carré presentato a Talente 2015, Monaco di Baviera

Un lavoro di Sébastien Carré presentato a Talente 2015, Monaco di Baviera

Girovagando per la sezione Talente e sbirciando nelle vetrine mi sono imbattuta in Sébastien Carré, decisamente giovane artista francese (classe 1989) che ha finito proprio l’anno scorso  il suo Master all’HEAR di Strasburgo con Sophie Hanagarth e Florence Lehmann come insegnanti per il gioiello.

Interessante il suo approccio anatomico nella rappresentazione delle sue creazioni e nella scelta dei materiali che sono principalmente fili di seta e cotone, alluminio, carta e lacca giapponese, perle… Parti del corpo, piuttosto organi interni, mondi cellulari dal figurativo all’astratto, per illustrare la propria storia personale, la malattia, in un percorso che culmina con l’accettazione.

Sébastien Carré, braccialetto Inflammation n.7, 2015

Sébastien Carré, braccialetto Inflammation n.7, 2015

Da tenere d’occhio il suo Inflammation Project che si arricchisce di interessanti pezzi di cui il n.7 che ho “rubato” dalla sua pagina Facebook proprio ora.

Cliccando qui l’intervista.

 

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Misato Seki

 

Riguardando le foto scattate durante le giornate Schmuck e volgendomi verso oriente vi propongo le immagini dei lavori di due artiste, Misato Seki, che ha studiato all’Università  di Tokyo, con i suoi “semi” realizzati in lacca giapponese (urushi), visti alla Micheko Galerie (una delle mie preferite) e una parete di opere di Ying Hsiu Chen (trovate nell’archivio del blog i suoi lavori alla selezione ufficiale di Schmuck 2013), di Taipei, alla mostra Bubble Land, galleria Kobeia.

Ying Hsiu Chen, spille del 2015 fatte di sabbia e sacchi della lavanderia

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Doerthe Fuchs

Doerthe Fuchs

Fino al 18 aprile alla Galerie für Angewandte Kunst di Monaco andate a seguire quei sottili fili che si raggomitolano, si intrecciano, si distendono di nuovo per formare gli oggetti e i gioielli di Doerthe Fuchs. Ne nascono figurine, pesci, gabbie, casette, piccoli teschi e scheletrini di un mondo stilizzato alla Tim Burton. Qui vi propongo 1, 2 e 3 video della mostra.

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Giampaolo Babetto Spilla 2014, oro bianco, diamanti, zaffiri.   Foto Giustino Chemello

Giampaolo Babetto –  Spilla 2014, oro bianco, diamanti, zaffiri. Foto Giustino Chemello

L’amore per il gioiello viene manifestato chiaro e tondo nella mostra Glamour al museo Villa Stuck (una costruzione Liberty da visitare a prescindere). E chi lo manifesta o lo suscita questo grande amore? Dieci artisti top internazionali: Giampaolo Babetto, Robert Baines, Peter Chang, Gabi Dziuba, Karl Fritsch, Daniel Kruger, Gerd Rothmann, Philip Sajet, Robert Smit e Lisa Walker.

Wow, direte voi. Beh sì, peccato però che non possa condividere le immagini di queste opere perché in questa mostra non si può fotografare. Almeno però potete ammirare (in apertura del post) una delle opere esposte di cui Giampaolo Babetto mi ha cortesemente fornito la fotografia.

Nelle diverse sale del villa, nel vestibolo, nella biblioteca, nella sala degli arazzi, il boudoir e così via sono state allestite qua e là delle vetrine formate da cassette di plastica azzurra sovrapposte e illuminate all’interno.

Tutti pezzi assai notevoli come il bracciale di falangi delicate in argento e oro di Gerd Rothmann, o la spilla Teddy rosa “in via di estinzione” di Robert Baines, o le creature colorate sulle quali Peter Chang sembra posare uno sguardo da entomologo. E questi sono solo alcuni esempi.

È un fatto quindi che tutto questo rappresenti un Glamour non superficiale, ma al contrario molto profondo, una manifestazione d’amore piuttosto, come sottolinea Philip Sajet. Di quest’ultimo mi resta nel cuore la collana Campagna 4 (2014) di giada, rubini e cristallo di rocca… E ora qui sotto anche la foto che Philip mi ha gentilmente inviato!!!

La Campagna n.4 di di Philip Sajet

La Campagna 4 di Philip Sajet

 

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Un lungo tavolone nero e riflettente come uno specchio per la mostra al Kunstpavillon di Alexander Blank, Kiko Gianocca, Stefen Heuser (che propone spille come vetrini da microscopio che contengono vero DNA), Melanie Isverding, Jiro Kamata, Noon Passama.

Io vi mostro a tappe il lungo tavolo passerella! Da cliccare: Parte 1, parte 2, parte 3.

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