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Archive for Maggio 2015

Ornella Bijoux in mostra a Casalmaggiore

Ornella Bijoux in mostra a Casalmaggiore

Arrivo un po’ trafelata ma appena in tempo per segnalarvi fino al 2 giugno la mostra che il Museo del Bijou di Casalmaggiore (Cremona) dedica al brand Ornella Bijoux nato nel 1944 a Milano grazie a una mamma e una figlia: Piera Albani e Maria Vittoria, allora quattordicenne. All’inizio era una bottega di bigiotteria e attraverso i decenni è diventato un punto di riferimento per il mondo della moda italiana. 

Ornella Bijoux per Biki, anni Sessanta

Ornella Bijoux per Biki, anni Sessanta

Circa 200 sono i pezzi nella mostra curata da Bianca Cappello, storica del gioiello. Mi fa soprattutto piacere apprendere che questo appuntamento con la bigiotteria d’autore (che ora si preferisce chiamare costume jewellery) è il primo che inaugura una serie di monografie sempre al Museo del Bijou.

La parure per Biki negli anni Sessanta

La parure per Biki negli anni Sessanta

La collana per Borbonese negli anni Settanta

La collana per Borbonese negli anni Settanta

In questa mostra si percorre la storia della maison milanese, ma devo dire che la parte anni Sessanta, quella degli anni d’oro, è forse quella che mi ha catturato di più per quanto ho potuto vedere dalle belle foto che ho ricevuto. È in quegli anni che nasce il forte legame con la moda italiana. Faccio solo un esempio: per la stilista Biki, celeberrima negli anni Sessanta a Milano (sarta della Callas, tanto per dire), Ornella Bijoux realizzò questo bracciale con le tartarughe, sopra, e la parure con le ciliegie. Io adoro anche di quell’epoca le spille di ceramica dipinta.

Spilla con airone in ceramica dipinta e invetriata, ottone, prima metà Anni Sessanta

Spilla con airone in ceramica dipinta e invetriata, ottone, prima metà anni Sessanta

Bracciale rigido, ottone, perle di imitazione, paste di vetro cabochon, 1960 circa

Bracciale rigido, ottone, perle di imitazione, paste di vetro cabochon, 1960 circa

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Ranocchio di Stefano Marchetti

Ranocchio di Stefano Marchetti (leggete anche il post del 1 luglio!!!)

Da sinistra: Luisa Bazzanella (giuria), Mirella Cisotto, Flavio Rodeghiero (assessore alla Cultura e Turismo di Padova), Margit Hart, Piergiuliano Reveane

Da sinistra: Luisa Bazzanella (giuria), Mirella Cisotto, Flavio Rodeghiero (assessore alla Cultura e Turismo di Padova), Margit Hart, Piergiuliano Reveane

Forse non se ne parla abbastanza. Ecco perché anche io ci metto del mio. Sto parlando del Premio Internazionale Mario Pinton a Padova, seconda edizione. Bei partecipanti (66 artisti, 2 fuori concorso) dal maestro Francesco Pavan a Stefano Marchetti per esempio per l’Italia a Kadri Mälk, a Ramon Puig Cuyàs rispettivamente da Estonia e Spagna. Ha tutto ideato Mirella Cisotto e l’Assessorato alla cultura del Comune di Padova ha tutto organizzato nel consueto luogo che forse potrei omettere di scrivere perché tanto voi mi rispondereste in coro “Oratorio di San Rocco”. Sì esatto, proprio lì e fino al 26 luglio.

L'oratorio di San Rocco a Padova

L’oratorio di San Rocco a Padova

Pierguiliano Raveane, vincitore della seconda edizione

Pierguiliano Reveane, vincitore della seconda edizione

Ogni volta, come sapete, la mostra, che è anche un concorso (e ora ci arrivo, un attimo), ha un tema storico-artistico piuttosto ampio condiviso con altre mostre che in questo caso si svolgeranno a Padova tra ora e luglio. Il tema quest’anno è Donatello, che visse e produsse opere straordinarie a Padova per dieci anni dal 1444. La prima edizione del premio in omaggio al maestro Mario Pinton (scomparso nel 2008) e alla sua creazione della Sezione metalli presso la Scuola d’arte Pietro Selvatico è del 2011: se vi ricordate (ne avevo scritto qui nel blog) era dedicata alla Padova dei Carraresi.

Margit Hart, vincitrice del Premio Pinton, 2015

Margit Hart, vincitrice ex aequo del Premio Pinton, 2015

Allora dicevo dei risultati del concorso che sono stati comunicati l’8 maggio: Margit Hart e Piergiuliano Reveane sono vincitori ex aequo con queste motivazioni. 

Giorgio Cecchetto ha avuto la Menzione speciale

Giorgio Cecchetto con Convergenza ha avuto la Menzione speciale

Margit Hart  – Spazio 1, spilla, oro, argento, 2015. Per l’originalità e la capacità interpretativa del tema grazie all’utilizzo di un linguaggio fortemente essenziale e pulito; per la forza dei volumi elaborati grazie ad un attento lavoro di sottrazione della materia; per il garbato equilibrio tra materia e colore.

La spilla Miraculass di Anna Vlahos

La spilla Miraculass di Anna Vlahos

Piergiuliano Reveane – spilla, oro, niello, 2015. Per l’efficace interpretazione della resa prospettica donatelliana grazie ad una esemplare capacità tecnica nella resa delle forme nei rapporti tra piano e volume. L’esito è di una espressività elegante e raffinata. Menzioni di merito sono andate a: Helfried Kodré (Zuccone); Claudia Steiner (Don@ello_2015); Giorgio Cecchetto (Convergenza); Anna Vlahos (Miraculass).

Don@ello di Claudia Steiner

Don@ello visto da Claudia Steiner

Schermata 05-2457170 alle 12.09.42

L'allestimento

L’allestimento

Altra cosa importante: anche noi tutti possiamo votare per le opere che preferiamo. Basta andare sulla pagina Facebook del Premio Internazionale Mario Pinton, leggere come funziona e cliccare i nostri like. Comunque andate a vedere Facebook perché ovviamente lì trovate tutti i nomi dei partecipanti che io non ho citato in modo completo.

Capdevilla davanti e dietro

La spilla di Joaquim Capdevila davanti e dietro

Schermata 05-2457170 alle 12.08.41

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La mostra Giampaolo Babetto by Galleria Antonella Villanova a Palazzo Ricasoli, Firenze

La mostra Giampaolo Babetto by Galleria Antonella Villanova a Palazzo Ricasoli, Firenze

Giampaolo Babetto, anello 1995, oro bianco, vetro

Giampaolo Babetto, anello 1995, oro bianco, vetro

Ora manca solo il catalogo a completare la mostra personale su Giampaolo Babetto in corso a Firenze a Palazzo Ricasoli nello spazio espositivo della Galleria Antonella Villanova. Ed ecco che arriva dunque questo catalogo a cura di Marco Bazzini storico e critico d’arte che lo presenterà a fine mostra il 23 maggio.

La mostra Giampaolo Babetto

La mostra Giampaolo Babetto

Nella mostra c’è un Babetto a tutto tondo con i gioielli certo, ma anche gli oggetti e i disegni in una panoramica che va dagli anni Settanta ad oggi. Un piacere anche l’allestimento che ha un segno grafico pulito, netto e scenografico. Da apprezzare in queste foto.

Giampaolo Babetto, collana 1973, oro bianco, niello

Giampaolo Babetto, collana 1973, oro bianco, niello

Babetto a Palazzo Ricasoli

Una piccola nota di approfondimento: a proposito dei disegni di Giampaolo Babetto vi segnalo che potete ritrovare in questo blog i post che avevo dedicato alla mostra alla Galerie Fred Jahn di Monaco e a quella spettacolare al Museo Diocesano di Padova.

Giampaolo Babetto, bracciale 2012, oro, pigmenti

Giampaolo Babetto, bracciale 2012, oro, pigmenti

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Sébastien Carré, uno dei vincitore del premio Torre Fornello

Sébastien Carré, uno dei vincitore del premio Torre Fornello

Quanta strada che hanno fatto i Gioielli in Fermento delle colline piacentine dalla prima edizione 2011 del concorso (documentata ampiamente in questo blog) e oggi versione 2015. Un appassionato e costante lavoro della curatrice Eliana Negroni che ci si dedica anima e cuore direi. E con risultati.

Schermata 05-2457147 alle 18.41.08

Ieri sono stati votati i vincitori del premio: il maestro Akis Goumas, greco e il francese Sébastien Carré di che ho recentemente intervistato durante Talente a Monaco. Complimenti.

Corrado De Meo, Menzione speciale

Corrado De Meo, Menzione speciale

Bravo a Corrado De Meo per l’esattezza del suo lavoro I colori della notte che è stato premiato con una menzione speciale attribuita da Joya così come Clara Del Papa. Altra Menzione speciale a Lluís Comín attribuitagli dall’AGC.il lavoro di Lluís Comín, Menzione speciale della AGC

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