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Archive for the ‘Convegni’ Category

Braccialetto della collezione Gesellschaft für Goldschmiedekunst e.V. di Hanau

Domani a Monaco di Baviera conferenza in onore di Friedrich Becker celebre inventore del gioiello cinetico e anche scultore e designer nonché professore alla Fachhochschule di Düsseldorf. Avrebbe compiuto proprio in questi giorni 90 anni. L’appuntamento è al terzo piano Handwerkskammer für München und Oberbayern alle 18.00 e relatore è il professor Rüdiger Joppien, specialista in merito e autore di uno dei saggi del libro a lui dedicato uscito nel 1997 (anno della sua morte).

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Pendente con ruotine di cancello scorrevole

L’Australia? No, ancora più lontano. È dalla Nuova Zelanda, da Wellington in particolare, che Fabrizio Tridenti risponde alle mie domande lanciate via mail. Leggete l’intervista fino in fondo e saprete anche che cosa ci fa laggiù.

Anello d Fabrizio Tridenti

Lo spunto dell’intervista era quello di “soddisfare” tutte le mie curiosità sul lavoro Misuse in questi giorni alla galleria Louise Smit di Amsterdam fino al 18 febbraio (con una piccola trasferta dal 9 al 12 febbraio per Object Rotterdam).

Anello di cuscinetti a strisciamento

Nel tuo nuovo lavoro Misuse i vari elementi di partenza che creano il gioiello sono ben “dichiarati”. Sembra che tu voglia che siano gli oggetti a parlare in diretta come protagonisti sulla scena in modo che il tuo intervento di artista non intacchi o modifichi il senso della loro voce. Che ne pensi?

Sì, la maggior parte dei lavori sono stati concepiti in modo che la loro natura venisse snaturata il meno possibile, in alcuni pezzi non c’è proprio intervento. La curiosità in questa serie di oggetti era quella di verificare se fosse possibile creare una collezione interamente dedicata al ready made proveniente da settori tecnici. Altro tema interessante di questa collezione, oltre a quello di proporre una lettura diversa dell’oggetto, è quello di portare alla ribalta piccoli gioielli della meccanica che normalmente sono invisibili, nascosti all’interno di meccanismi di cui conosciamo la funzione ma non l’aspetto. Talvolta è stato necessario assemblare gli elementi e talvolta erano già perfetti così come erano.

Anello con tappo d'arresto

Qual è il percorso creativo che ti ha portato dalle opere precedenti – che trasfiguravano la materia d’origine (con il colore per esempio) – a queste?

Nei miei precedenti lavori ho sempre utilizzato elementi presi dal settore industriale ad esempio: filtri, profilati, ecc. che ho inserito ed assemblato. Il colore per me era un segno di riconoscimento ed era legato anche al concetto di impermanenza. Generalmente sviluppo dei temi ed è il tema stesso che mi suggerisce il modo in cui operare.

 

L'oggetto della mia curiosità

Andando sul pratico come e perché hai scelto proprio questi elementi? Da che ambito derivano? Mi incuriosisce il braccialetto che si intitola Binder of color charts con Maserati -Tata. Mi racconti la sua storia?

L’idea di Misuse è nata proprio da quell’oggetto che ho notato in un negozio di vernici e che era per me, oltre alla sua funzione ordinaria di anello che teneva insieme la cartella colori della Maserati, un perfetto bracciale con un interessante sistema di chiusura, grazie al proprietario del negozio che me lo ha dato ho cominciato a portare a casa una serie sconfinata di oggetti scelti in negozi di ferramenta, idraulica, ricambi auto, moto, macchine industriali, edilizia, sport. In ognuno ho trovato cose molto interessanti che una volta messe insieme mi hanno suggerito come procedere. È stato molto divertente e stimolante, lo considero un esercizio creativo ben riuscito perché mi ha fornito tanti nuovi spunti.

Un pendente con pipette per candela

Dopo Amsterdam la mostra andrà in qualche altra galleria? Hai molte “attività” artistiche in giro per il mondo. Mi racconti? Mi hai parlato anche di una tua personale…

 Sì questa mostra andrà a Object Rotterdam (come dicevo nell’introduzione dal 9 al 12 febbraio, ndr) e poi a Collect a Londra. Attualmente alcuni pezzi di questa serie sono in Norvegia per una mostra internazionale sul ready made e altri sono qui in Nuova Zelanda, nella mostra che si inaugurerà a giorni, con cui ho preparato una installazione che interagisce con gli spazi e le strutture di questa bellissima galleria di Auckland:  Objectspace che ospiterà anche una installazione di Manon Von Kousvjick e un video di Ted Noten. Il nome dell’installazione è Anything per sottolineare il fatto che ogni cosa può essere trasformata in arte e la storica del gioiello Meredith Turnbull infatti ha intitolato il saggio che ha scritto per l’occasione Anything into Eternity sottolineando la funzione dell’arte di fungere da capsula del tempo per oggetti provenienti dalla quotidianità e dal passato. E infine c’è la mostra Jewelism sempre ad Auckland nella Galleria Finger che in concomitanza con JEMposium, il simposio organizzato a Wellington da Peter Deckers e principale motivo per cui mi trovo qui ora, proporrà i temi che verranno affrontati nel simposio: le idee nei materiali e i materiali nelle idee.

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Dibattito sul gioiello contemporaneo a Vicenza

Il gioiello contemporaneo continua a parlare di sé. Gli piace, credo. Soprattutto gli piace interrogarsi su che cos’è e dove va. L’ultima volta che l’ho sentito parlare è stato domenica scorsa in occasione di Vicenza Oro nell’ambito di un convegno e tavola rotonda dal titolo Il gioiello contemporaneo oggi, promosso da AGC.

Claudio Ranfagni

A dargli voce – sempre al gioiello contemporaneo, dico – sono in tanti: c’è Maurizio Stagni, orafo, che sottolinea la parola cura che risiede nella qualità artigianale del lavoro e nel valore del rapporto con la materia. Andrea Lombardo artista orafo e gallerista che insiste sull’aspetto sperimentale e di ricerca tecnica ed espressiva del gioiello protagonista di una rivoluzione storica e anticipatore dei tempi.

Gigi Mariani

Si parla di un gioiello contemporaneo che va per la sua strada sganciato da vincoli di mercato, benissimo per lasciare liberi gli spiriti e la creatività, ma, dico io, se si riesce pure a venderlo tanto meglio. E ci riporta, evviva, all’aspetto economico Carla Riccoboni che propone, già che siamo alla Fiera di Vicenza, di coinvolgere chi magari di investimenti se ne intende…

János Gábor Varga - Blind Spot Jewellery

Alba Cappellieri della Facoltà di Design del gioiello del Politecnico di Milano fotografa la situazione del gioiello contemporaneo definendola una galassia puntiforme e propone una definizione: ornamento indossabile e prezioso. Alt, fermi tutti. Con la parola prezioso intende che lo può essere per materia, per la qualità del lavoro (le mani) e per l’idea, il progetto. Smorfie di dolore al suono delle parole ornamento e abbellimento, da parte di molti…

Francesca Gabrielli

In sintesi i dilemmi sono due: uno più lessicale (ma sicuramente anche esistenziale) cioè quali sono i confini, i paletti che racchiudono la definizione del gioiello contemporaneo. Sua postilla: chi è la persona che può dirsi legittimo creatore del gioiello contemporaneo? Un artista, un orafo, un artigiano, un designer?  Tutti?

Stefania Lucchetta

L’altro (legato al primo, non dico di no) e decisamente impellente è: come lo promuoviamo questo gioiello contemporaneo? Dov’è la fila degli industriali del gioiello pronti a sfruttare tanta creatività e cura del fare?

Elviro Di Meo & Antonio Rossetti

L’iniziativa di Vicenza va in una giusta direzione o almeno in una delle possibili direzioni che in modo auspicabile portano frutti concreti. Lo dico perché mentre si parlava al convegno, proprio a fianco era stata allestita una mostra di 14 “operatori” di gioiello contemporaneo (così mi tengo sul neutro) selezionati da Cappellieri nello spazio Trend Vision New Directions Hall.

Ancora il convegno

Alcune delle tante facce del mondo del gioiello contemporaneo erano rappresentate. Ognuno con la sua bella vetrina (con sportello facilmente apribile per poter tirar fuori e mostrare i gioielli agli interessati, cosa importantissima). Alcuni forse un po’ più tradizionali a mio parere, alcuni decisamente artigiani, altri più designer e progettisti, altri orafi. Ciò che conta è che molti (non so se tutti) hanno avuto buoni contatti. Contratti in vista? Speriamo.

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Il MAXXI a Roma

Questa mattina, in una sala del museo MAXXI di Roma – e la scelta del luogo non è casuale – c’è stata la prima “conferenza di sistema” dal titolo Intorno al gioiello. Il sottotitolo ancora più impegnativo ovvero Esperienze del contemporaneo nella strategia dell’ornamento. Una sfilza di relatori dallo psichiatra Massimo Biondi ad Alba Cappellieri della Facoltà di Design del Politecnico di Milano allo scultore Nicola Carrino alla storica del gioiello Bianca Cappello alla curatrice per Bulgari Amanda Triossi a Loredana Di Lucchio dell’Università di Roma.

Molla dell’evento l’Associazione Romana Regionale Orafi ARRO e particolare promotore di questo momento di riflessione Claudio Franchi che ne è vicepresidente.

Infatti questo appuntamento di oggi va letto come fase di un processo. Nel passato c’è stato il momento della presa coscienza: il settore dell’oreficeria è in crisi, come facciamo a rilanciarlo e a rilanciarci? È seguito il momento di analisi esistenziale (chi siamo noi? Come ci vedono i clienti?). E oggi il primo momento della ridefinizione dei concetti che dovrebbe portare poco a poco alla risposta: dove stiamo andando? e soprattutto: come facciamo a non perdere il treno?

Il nostro cervello "riconosce" il gioiello

Una chiave di lettura o meglio un possibile canotto di salvataggio per il settore sembra essere concetto di “contemporaneità” e in particolare quella serie di satelliti che gli ruotano attorno. Quasi che il solo fatto di riflettere sulla contemporaneità costringa a riportare il discorso attorno all’uomo piuttosto che all’oggetto. Producendo innegabilmente effetti benefici.

Molti gli interventi di oggi, le impressioni, le suggestioni, le opinioni a volte diametralmente opposte ma in fin dei conti mi sembra che su questo punto ci si ritrovi tutti. Il gioiello che sia contemporaneo, d’autore o d’artista, ornamento creativo o gioiello tradizionale (perché anche di quello naturalmente si è parlato) risplende in tutto il suo valore se lo si guarda come risultato di un progetto ove convivono la centralità della mente – l’idea – e la centralità della mano  – la perizia tecnica, il lavoro. Un valore, quello umano. Forse da qui tutto può ripartire. Per fare in modo che il curioso dopo aver guardato la vetrina spinga la porta ed entri per farsi raccontare una storia, la storia del “suo” gioiello.

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