Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Scuole’ Category

Wang Xuya con il progetto Meeting me

Il progetto Meeting me di Wang Xuya

La speciale relazione con il corpo – tema faro del gioiello contemporaneo e dei suoi artisti fin dall’inizio – è stato preso come spunto dagli studenti del Dipartimento Design Gioiello dello IED moda per una iniziativa flash a Roma in occasione di Altaroma Altamoda.

Fino al 5 febbraio i lavori di tre studentesse, Wang Xuya, Elena Voci e Jo Yoonj sono esposti nella hall dello spazio SET di via Tirso che ospita la mostra sul corpo umano Body Worlds – Il ciclo della vita.

Ciascuna propone differenti approcci e differenti progetti ora concentrati sull’interazione tra umano e robotico come per Elena Voci, ora sulla valenza plastica del corpo umano delle sue curve e dei suoi profili.

Read Full Post »

Lauren Tickle

Non potevo certo lasciare indietro i vincitori di Talente 2014, diciamo le giovani promesse nei vari campi del fare artistico e dei materiali pi diversi dal legno ala ceramica alla carta al gioiello al tessuto. Non potevo certo lasciarli indietro tanto più che come vuole la tradizione qui a Monaco in Fiera sono annunciati prima di di quelli dell’Hofmann Preis.

Patricia Domingues

I vincitori sono otto, ma io vi dico prima quelli del gioiello e cioè Patricia Domingues, portoghese che ha studiato di recente a Idar -Oberstein in Germania, per le spille di legno ricostruito e di acciaio e l’americana Lauren Tickle per un lavoro interessante con le banconote da un dollaro e un pizzico di barocco. Poi per dovere di cronaca ecco gli altri: David Kaiser, Lisette Appeldorn, Floris Wubben, Jiun-you Ou, Peter Mark Schevers, Samantha Lewis.

Un tempo erano dollari… di Lauren Tickle

Read Full Post »

La mostra degli studenti spagnoli  si chiama Conspiración

La mostra degli studenti spagnoli si chiama Conspiración

Di studenti dell’EADS di Valencia a Monaco ne ho conosciuti parecchi tra una inaugurazione e l’altra. A caccia di emozioni artistiche e a caccia soprattutto (come è d’obbligo per chi studia da artista) della loro personale strada che li farà essere, un giorno, “unici”.

Sono qui perché presentano i loro lavori all’Istituto Cervantes di Monaco insieme agli studenti della Escola Massana di Barcellona (diretta da Ramón Cuyàs). Io sono andata a vederli e pubblico alcune immagini dell’inaugurazione. Con l’augurio di rincontrarli tra qualche tempo in una tappa più avanzata del loro processo di maturazione artistica.

During my visits to the various exhibitions in Munich I met many students from EASD (Escola d’Art i Superior de Disseny de Valencia) who were in search of artistic emotions and above all, as is mandatory for students, their personal path that one day will make them unique artists.   They are in Munich to exhibit their work at the local branch of Istituto Cervantes along with students of the Escola Massana of Barcelona, directed by Ramon Cuyas. I have seen their work and I’m posting some images here that were taken on the opening day.  I look forward to meeting them in the future as they evolve and mature on their journey as artists.   

un lavoro presentato all'Istituto Cervantes

un lavoro presentato all’Istituto Cervantes

A proposito di studenti e professori vi segnalo che in Fiera a Monaco sono stati esposti i risultati del progetto di mentoring, Handshake (cominciato nel 2011) secondo il quale 12 artisti più noti hanno lavorato come tutor a distanza di 12 giovani artisti neozelandesi.

Speaking of students and professors, I would like to point out that the Fair in Munich is displaying the results of the mentoring project Handshake, which originated in 2011 when twelve well-known artists mentored at a distance, twelve young artists from New Zealand. 

I risultati del progetto Handshake

I risultati del progetto Handshake

I Mentor/ The mentors:
 Estela Saez, Lucy Sarneel, Lisa Walker, Judy Darragh, Andrea Wagner, Karl Fritsch, Fabrizio Tridenti, Iris Eichenberg, Warwick Freeman, Octavia Cook, Hanna Hedman, Suska Mackert

I giovani artisti/The mentees
Gillian Deery, Nadene Carr, Sharon Fitness, Kristin D’Agostino, Lynsay Raine, Neke Moa, Becky Bliss, Sarah Read, Jessica Winchcombe, Sam Kelly, Debbie Adamson, Jhana Millers

Un progetto Handshake

Un progetto Handshake

Read Full Post »

La seconda parola è Ädellab. Mistero. Che vuol dire, che non vuol dire. Magia, mica magia. Anche se andate du Google traduttore non c’è. Eh no, perché Ädellab indica il dipartimento di gioielli e metalli del Konstfack University College of Art di Stoccolma. E Ädellab è l’enigmatico titolo della mostra dedicata alla scuola e a chi ci ha studiato alla Die Neue Sammlung (fino al 29 aprile). Scuola di Stoccolma dall’animo open minded naturalmente e senza confini territoriali come lo sono i suoi studenti e i suoi professori. Alla guida dal 2004 al 2009 l’olandese Ruud Peters e oggi Karen Pontoppidan, danese, arrivata già nel 2006.

The second word is Ädellab.  Misterious.  Maybe it means something, maybe it doesn’t.  Magic, then maybe not.  You cannot even find it in Google Translator because Ädellab specifically refers to the department of jewellery and metals at the Konstfack University College of Art in Stockholm. Ädellab is also the enigmatic title given to the exhibit held until April 29th at Die Neue Sammlung  in Munich which is dedicated to the school and to all the students who have studied there. This College of Art in Stockholm has a naturally, open- minded soul and, like its students and professors it has no boundaries.  Ruud Peters of Holland led the school from 2004 to 2009 and now Karen Pontopiddan of Denmark, who has been with the school since 2006, is in charge. 

Molto bello l’allestimento della mostra che si sviluppa lungo la sala-corridoio laterale del museo con un reticolato di fil rouge che posiziona tutte le opere su un tracciato facendole confluire in un enorme nodo rosso sormontato da questa parola quasi da magico totem “Ädellab”.

The exhibit is well laid out, and develops along the lateral hall-corridor of the museum with a grid serving as a “Fil Rouge”, guiding you along a path which ultimately converges on a huge red knot  surmounted by this word, Ädellab, which sort of brings to mind a magical totem. 

Gli artisti partecipanti sono quaranta. Ne cito solo alcuni che conosco meglio Tobias Alm, Hanna Hedman, Agnes Larsson, Katrin Spranger, Hanna Joris, Bernhard Stimpfl-Abele.

Of the forty artists who are participating in the exhibit, I will only mention those who I know best: Tobias Alm, Hanna Hedman, Agnes Larsson, Katrin Spranger, Hanna Joris, Bernhard Stimpfl-Abele. 

Per la cronaca: quest’anno purtroppo niente mostra monografica dedicata a un celebre artista, come tutti gli anni dal 2006, che normalmente si sviluppa nella balconata superiore del museo. Avrebbe dovuto riguardare Robert Smit che per ragioni di salute non ha potuto dar seguito al progetto. Altro inconveniente di tipo pratico l’apparizione di crepe nel muro proprio nella zona della balconata che ha comportato un imprevisto cantiere di riparazione.

On another note, this year it was not possible to organize a monographic exhibit in honour of a famous artist as has been the tradition since 2006.  This exhibit which usually appears on the upper balcony of the museum should have displayed the work of Robert Smit who unfortunately was not able to carry out the project because of health reasons.  Another inconvenience of a more practical type, was that some cracks unexpectedly appeared in the wall in the area near the balcony and it was necessary to arrange a construction site for repairs.

Read Full Post »

Illa bracciali di Ilaria Menotti

È cominciata oggi e dura fino a domani domenica una mostra dal titolo Monilius con i lavori di 16 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che hanno frequentato il corso di Design dell’Accessorio tenuto da Emanuela Bergonzoni che è anche curatrice di questa mostra.

Anello Notte di Marco Ferrari

L’indirizzo è: Sala Cavazza via Santo Stefano, 119 – Bologna ed è aperta domenica 4 marzo con questi orari 10/14  e 15/20.

Bracciale Vita di Elena Bevilacqua

Read Full Post »

Portacipria!

Personalmente adoro le mini spille con il Signor Bonaventura, i portacipria con il cagnolino e nel suo complesso l’impatto delle teche, strabordanti di bracciali, pin, cucchiaini e distintivi, medagliette e cinture.

A Casalmaggiore

Insomma siete entrati con me nel Museo del bijou nel centro di Casalmaggiore, paese sul Po tra Parma, Mantova e Cremona. Stiamo parlando di un museo di bigiotteria del quale avevo sentito parlare perché nei suoi laboratori didattici vengono periodicamente organizzati corsi dall’AGC Associazione Gioiello Contemporaneo.

Un laboratorio nel museo

La storia ce la raccontano i 20.000 pezzi di bigiotteria tra la fine dell’Ottocento e il 1970. E che tenerezza e che nostalgia ritrovare quei piccoli ornamenti “quotidiani” che ci piacevano da bambine o che scovavamo rovistando nel cassetto della nonna! Andando sul “serio”: Letizia Frigerio che è conservatore del museo, mi racconta mille cose come  per esempio quando la fabbrica durante la guerra produceva le fedi che rimpiazzavano quelle racimolate come “Oro alla Patria”.

Oro alla Patria

Casalmaggiore è stata sede per circa cento anni di un laboratorio, poi divenuto fabbrica e poi fabbriche, al plurale, che produceva, in “placcato oro”, tutti questi oggetti che qui ritroviamo. Venduti in tutta Italia, esportati anche in America Latina.

Migliaia di pezzi!

Il museo è nato nel 1986 grazie ad una appassionata associazione di cui facevano parte alcuni ex dipendenti: peccato sarebbe stato disperdere nel nulla tutto questo campionario di un secolo…

Spillette a volontà

Oggi la creatività rivive soprattutto attraverso le iniziative didattiche che il museo organizza per i ragazzi delle scuole che vengono qui a imparare e a divertirsi. Ultimi, i bijoux ispirati ai 150 d’Italia.

Read Full Post »

Shannon Guo

Si parla di futuro. Il futuro è già qui. Chi è stato e ha vissuto a Shanghai mi dice che è così. La metropoli immensa (solo per uscire ti ci vuole tutto il weekend… esagero un po’), i grattacieli (abitare a un piano molto alto è consigliabile se vuoi sfuggire alle zanzare), i luoghi dove tutto può essere fatto costruito in un batter d’occhio, basta volerlo e saperlo spiegare. Visione occidentale questa? Sì, sicuramente. Comunque, fascino per un mondo che ci spiazza tutti quanti. Mi sono chiesta: in questo ambiente di velocità, ove modernità frenetica, passato, contraddizioni sono la quotidianità esiste il “gioiello contemporaneo” o il mondo delle perle e della giada prevale su tutto? Esiste un percorso artistico, esistono scuole che insegnino tecniche e progetto, esistono gallerie?  Soprattutto, esiste interesse? Trovare l’interlocutore giusto non è stao facile, questa mia ricerca va avanti da mesi, ma ce l’ho fatta. Si chiama Shannon Guo, artista, dopo studi e due master negli Stati Uniti all’Indiana University of Pennslyvania, ha portato l’insegnamento di gioiello d’arte all’Università di Shanghai. È curatore (e fondatore) della twocities gallery. L’intervista che segiue è ovviamente in inglese e come vedrete ho messo anche molte immagini che sono “divise” in sostanza in tre gruppi: gli artisti “giovani” (rappresentati spesso dalla galleria), i guru del gioiello cinese (spesso insegnanti nelle varie facoltà sul territorio cinese), alcuni tra gli artisti occidentali ammirati dall’intervistata (tra gli italiani, Giovanni Corvaja).

Shannon Guo

What is the current trend in Chinese contemporary jewelry?

Starting from about 15 years ago some art institute began to build jewelry and metals programs for higher education.  We now have about 15 to 20 schools that have the program. The majority of the faculty who built the program studied abroad and have returned.  Some studied jewelry and metals, others majored in fashion design, sculpture or multi-materials. They are now the main driving force in the contemporary jewelry scene and are experimenting with different ways of running the program. Some emphasize the conceptual and artistic side of jewelry. Some are closely connected with jewelry companies and are working with them on design projects.  We see more and more individual designer’s brand, or more design-focused brand in the market now.  Faculty and students are the main group of people who create  one-of-a-kind conceptual jewelry pieces. We have small exhibitions among these artists that are usually organized by schools. The twocities gallery is one of the few galleries that promotes art jewelry.

Cheng Xiang

Is there a typical Chinese way of making c.j?

China has a long history of making jewelry. We have rich traditions, especially minority groups such as Miao who make very unique jewelry pieces. The most commonly used technique nowadays are chasing and repoussé, filigree is still very popular, and of course the Chinese have been very facinated with jade stone, usually carved and set in gold. It’s still very much in demand in the market.

Lv Zhongquan

Do young artists of c.j. take inspiration from traditional far-eastern imagery?

Yes, more and more young artists are turning to traditional Chinese imagery that speaks well to the people and the culture. Especially with the economic growth which heightens more awareness of our rich history.

Xu Jiaying

Which techniques do they use most?

Most of them still use basic techniques such as piercing/chasing and repoussé, a lot of soldering and casting techniques and of course, stone setting is also an important technique.

Tang Xu Xiang

What differences do you see between Western and Eastern c.j., if any?

I think the differences are mild, especially with the heavy influence of the western modern jewelry concept, but Eastern jewelry artists tend to take inspiration from their traditional culture and use more and more traditonal imagery. Western Jewelry artists are freer in using techniques and design concepts.  Technique wise, I don’t see that much of a difference even in the metal raising technique which is very much similiar.

Huang Xiao Wang

Do you have some artists you consider to be representative of Chinese c.j.?

Wang Zheng Hong

I think of myself, professor Tang Xu Xiang from the Fine Arts college of Qing Hua University, professor Teng Fei from the Central Academy for the Fine Art, Wang ke Zhen and Zheng Jing from the Nan Jing Art Institute, Wang Zheng Hong and Huang Xiao Wang from the The Chinese Academy for the Arts in Hang Zhou…as the most represented in shows and publicatons related to contemporary jewelry.

Zheng Jing

 Who are the gurus of C.c.j.?

All of the above would be consider pioneers in the young contemporary jewelry field.

Wang ke Zhen

Is there a real “market” for c.j. in China or does this kind of artistic production remain more “cultural” than “commercial”?

There is a growing market for contemporary jewelry here, but it depends on how you define “contemporary”. There are pieces with good, modern design concepts such as new forms, new materials…etc. Some are one-of-a-kind and some are limited pieces. The very conceptual and artistic type don’t sell at this point, but are usually just for exhibitions.  In Shanghai we have about five stores that work with individual designers and show some contemporary pieces.

Teng Fei

What kind of educational program would you recommend to young artists in both China or other parts of the world?

I would recommend jewelry programs that teach solid foundation of jewelry making techniqes while exploring new design concepts.  Programs what are balanced with conceptual creation and some commercial training opportunities so that students have more options after graduation.  They can be both designers and artist; designers that understand the market and are willing to accomodate with it in the design process, while maintaining their own unique signature and having the skills to work on their own (both design and making).

Giovanni Corvaja

 In Europe and US there are c.j. fairs (in Munich, London, New York, Chicago…): does China host any similar fairs?

China has some jewelry fairs, but they are mostly commercial based.  Not many individual designers or artists are represented on the fairs.

Linda La Roche

Who are the foreign artists you particulary admire?

I have several foreign jewelry artists that I admire. Professor Lynda La Roche, Pat Flynn, Giovanni Corvaja, Namu Cho, Biba Schuts, Roberta and David Williamson are among them.

Roberta e David Williamson

In Munich I saw the work of a Chinese artist, Yi Liu, student at School of Jewelry in Birmingham (UK). Do you know him?

I don’t know him, but I do know that Wang  Ke Zhen and Huang Xiao Wang (mentioned above) are graduated from Birmingham, which has a pre-graduate school program in Shanghai, where Chinese students can train for a year before they enter the master program in the UK.  The teacher is Lisa Juen, I invited her to be in a contemporary jewelry show which I curated about two years ago.

Lisa Juen

Read Full Post »

Older Posts »