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Posts Tagged ‘Despo Sophocleous’

Tanel Veenre

Tanel Veenre

Per niente facile allestire una mostra. Di gioielli, poi. I modi originali ed efficaci non sono molti. Ecco una carrellata di immagini di display che si distaccano un po’ dalla più classica scatola o vetrina o cassetto. A me personalmente è piaciuto più di tutti il My Kingdom notturno di Tanel Veenre, estone. Magico e misterioso il suo mondo di maschere, collari imponenti che emergono illuminati in nicchie segrete.

It is not at all easy to organize an exhibition, and especially a jewelry exhibition. There are few original and effective ways to do this.  Here are images of some displays that are a bit different from the usual box or glass case or drawer. The one I liked most is My Kingdom by Tanel Veenre, from Estonia. His world of magical and mysterious masks and majestic collars appear illuminated in secluded niches.   

la mostra My Kingdom, Tanel Veenre

la mostra My Kingdom, Tanel Veenre

Scenografica anche se molto semplice la presentazione delle tre artiste Despo Sophocleous, Nicole Beck e Mirei Takeuchi nella mostra All Aboard! con coni di luce che illuminano le diverse opere con un effetto teatrale.

The exhibit, All Aboard!, by the three artists, Despo Sophocleous, Nicole Beck, and Mirei Takeuci is scenographic even if very simple, with a light pool illuminating the different pieces, producing a theatrical effect.

All aboard!

All aboard!

Presentazione all’aria aperta su tavole di legno piantate al suolo in un bel cortile interno di un caffè-giardino per a2+b2=c e cioè (Katharina Baur, Sabine Roth) e Jasmin Hess.

The work of Katharina Baur, Sabine Roth and Jasmin Hesse, called, a2+b2=c, is exhibited in the open air on wooden tables hammered to the ground in an internal courtyard of a garden-café.

a2+b2=c

a2+b2=c

In una soffitta- studio di artista (con tanto di travi e ambiente “délabré” come si conviene ad uno spazio bohémien) la mostra Plateaus Jewellery con 4 giovani Barbora Dzuráková, Patricia Correira Domingues, Edu Tarin e Katharina Dettar. Interessante il lavoro di quest’ultima che si applica su un effetto trompe l’oeil mimetico dei materiali: per esempio la collana che pubblico qui è di agata e legno, ma quest’ultimo è trattato in modo che sembri pietra.

In an attic-studio typical of artists, (complete with beams and a dilapidated milieu, a bohémien space) the exhibition, Plateaus Jewelry, presents the work of four young people, Barbora Dzuráková, Patricia Correira Domingues, Edu Tarin, and Katharina Dettar.  Dettar’s work is interesting, a trompe l’oeil of materials; for example, the necklace I am posting here is made in agate and wood, but is treated in such a way that it looks like stone.

Plateaus

Plateaus

Katharina Dettar

Katharina Dettar

Ultima cosa: simpatica l’idea delle “pentole vetrine” viste nel padiglione della Fiera.

One last observation; the pans used as display cases that I saw in the fair stands is a nice idea.

Iniziativa JacPot

Iniziativa JacPot

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Pin up - Nina Sajet

Qui a Monaco tutti o quasi presentano in gruppo, per nazionalità, sesso, affinità o contrasti. Vi voglio mostrare qualche immagine di due presentazioni collettive tutte al femminile.

Here in Munich almost all the artists exhibit their work in groups organized by nationality, gender, similarities, or differences.  I would like to show you some images of two collective presentations, all by females.

Francisca Bauzá

Pin up è il titolo della mostra di 5 giovani artiste Lisa Björke, Francisca Bauzá, Märta Mattsson, Deborah Rudolph e Nina Sajet. Pin up soprattutto a causa delle spillette da collezionare e da attaccare un po’ ovunque che le 5 ragazze hanno deciso di realizzare e vendere durante la mostra come forma di autofinanziamento. 5 spillette, ognuna riproduce l’immagine di un gioiello-simbolo di ogni artista (io ho comprato per 1 euro quella di Märta Mattsson vincitrice del premio Talente).

Pin Up is the title given to the exhibit by five young artists; Lisa Björke, Francisca Bauzá, Märta Mattsson, Deborah Rudolph and Nina Sajet.  The name Pin Up is especially appropriate because the five young women have decided to make and sell tiny collectable pins during the show as a form of self-financing.  These pins are such that they can be stuck here, there, or anywhere.  There are five different pin designs, each one representing an individual artist of the group.  I bought the pin by Märta Mattsson, the winner of the Talente prize, for one euro.  

Pins anche sui dolcetti della merenda!

Ma le pins sono solo oggettini a latere della mostra che mi ha dato modo di apprezzare le collanone di perle di porcellana di Nina Sajet, quelle di grandi fiori di smalto di Francisca Bauzá e di vedere meglio il lavoro della Mattsson tra cui la spilla dell’uccellino sbadato che finisce contro il muro!

The pins were the objects that also gave me the opportunity to appreciate other pieces like the large  porcelain-pearl necklace made by Sajet Nina, the large enamel flowered necklace by Francisca Bauzá and also I had the opportunity to examine more carefully the pieces by Märta Mattsson, among which I found a pin with a little bird so inattentive that he flies into a wall!  

Märta Mattsson

Un trio femminile ha deciso di presentare i lavori su assi inclinate dall’effetto scenografico – da cui il titolo della mostra slanted for granted.

A female trio has decided to exhibit their work on slanted boards giving it a scenographic effect – hence the title Slanted for granted.

Despo Sophocleous, ultimi lavori

Abbiamo la regina delle “impalcature instabili” Despo Sophocleous (premio Hofmann 2012) con le sue collane in legno che sono tutte un movimento, ma anche quelle nuovissime datate 2012 in rame, dal titolo somewhere in-between two.

The queen of “unstable structures”, Despo Sophocleus,  (Hofmann Prize 2012), displays her wood necklaces that are all in motion along with the newest ones from 2012 in copper named, Somewhere-in-between-two.

Nicole Beck

Con lei c’è Nicole Beck con un bel lavoro sul tessuto, soprattutto, e Melanie Isverding che unisce acciaio con pirite o quarzo fumé o ematite o granato polverizzati sulla superficie interna e non visibile del metallo.

With her is Nicole Beck and her beautiful work in fabric, and Melanie Isverding who uses steel with either, pyrite or smoky quartz or hematite or garnet, pulverized on the metal’s internal surface which is not visible. 

Melanie Isverding

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Da sinistra, Wolfgang Lösche, Alexander Blank, Despo Sophocleous, Tore Svensson

Allora nessuno dei gioielli partecipanti all’Herbert Hofmann Preis  che avevo fotografato ha vinto! I vincitori che sono stati proclamati oggi pomeriggio alle 17.00 sono: Alexander Blank con Memento juniori per i suoi umoristici talismani, teschi riconoscibili del mondo dei cartoni animati.

None of the pieces exhibited at the Herbert Hofmann Preis that I had photographed won!  The winners were announced this afternoon at 5:00 p.m.; they are: Alexander Blank with Memento juniori for his humorous talismans that look like skulls from the familiar world of cartoons.

Alexander Blank

Despo Sophocleous con Change in direction 9 le collane instabili che danno l’idea di star sempre lì per crollare. Che propongono equilibrismi giocosi e acustici.

Despo Sophocleus with Change in direction 9, the unstable necklaces that give the impression they are about to collapse, suggesting playful, acoustical balances.

 

Despo Sophocleous

Tore Svensson,  per i suoi puri medaglioni a effetto ottico nero su nero in acciaio. Discreti depositari di ricordi.

Tore Svensson for his black on black medallions of  steel that have an optical effect. They are discrete repositories of memory. 

Tore Svensson

Il premio Talente per i giovani è andatao alla svedese Märta Mattsson e quello della Baviera, Bayerischer Staatpreis alla fantastica norvegese Liv Blåvarp.

The Talente Prize for young artists was awarded to Märta Mattsson from Sweden, and the prize awarded by Bavaria called Bayerischer Staatpreis, went to the fantastic Norwegian artist, Liv Blåvarp. 

Märta Mattsson

Liv Blåvarp

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Despo Sophocleous

In realtà la mostra si chiama Ladies’ Boxes ideata dalla galleria Maurer Zilioli in trasferta da Brescia. Qualcosa avevo già accennato ieri a proposito delle “nuvolette” di Elisabeth Altenburg. Protagoniste anche in questo caso (come spesso nelle mostre di questi giorni) le donne.

Joanne Grimonprez

I gioielli sono esposti in scatole bianche dagli spigoli arrotondati appese al muro come teche o immaginari scrigni di meraviglie. Dai quali escono i gioielli di Helen Britton (del cui libro ho parlato a lungo); le spille–pianeta di Therese Hilbert; le creazioni dalle forme “caotiche” punteggiate di colore di Christiane Förster; le collane di Despo Sophocleous che sembrano un gioco di costruzioni di legno; le coccarde giganti e rivoluzionarie di Joanne Grimonprez.

 

Therese Hilbert

A pochi passi, la mostra Five of a Kind con sottotitolo esplicativo: Positions in Usable Art. Al centro di questo discorso cinque artisti che vivono il gioiello più come arte-gioiello, ma diciamo anche arte-arte, che se vuole, può manifestarsi anche come scultura, come struttura arrampicata sul muro e in più usando a scelta il legno, la carta, il corno, il corian e altri impensabili materiali…

 

Margit Hart

Mi ha colpito Wolfgang Rahs con le sue spille-slitta o quelle di carta ritagliate da gentili acquarelli. Margit Hart e Fritz Maierhofer sono austriaci come Rahs, un’inglese Kathryn Partington e Stefan Heuser di Monaco.

Wolfgang Rahs

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