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Posts Tagged ‘Nicole Beck’

Sopra, Shelly Norton, sotto,

Sopra, Shelly Norton (plastica), sotto, Sally Marsland (resina di poliuretano)

Bin Dixon-Ward, realezzari con il CAD

Bin Dixon-Ward, nylon, realizzati con il CAD

Beppe Kessler, legno, argento, oro , pittura e fibra acrilica

Beppe Kessler, legno, argento, oro , pittura e fibra acrilica

Florian Weichsberger, plastica

Florian Weichsberger, questa è plastica e non metallo  o legno!

Particolarmente incisive le vetrine dello Schmuck ufficiale di quest’anno. Voglio dire che la curatrice della selezione Jorunn Veiteberg (storica dell’arte norvegese e autrice tra l’altro di un libro che ho letto qualche anno fa e che vi consiglio, Craft in Transition) ha organizzato le vetrine in modo molto chiaro e immediato perché le “tendenze” del gioiello da lei individuate risultassero anche a un rapido sguardo identificabili.

Manon van Kouswijk, residui ornamentali di porcellana

Manon van Kouswijk, residui ornamentali di porcellana

Jie Sun, legno e lacca cinese

Jie Sun, legno e lacca cinese

A sinistra, Dongchun Lee e

A sinistra, Dongchun Lee (legno e corda) e Tabea Reuleke (legno)

Sopra, Paul Derrez e

Paul Derrez

Colori accesi, oggetti di metallo o legno che mostrano il loro aspetto usato, strutture architettoniche e maschere con un gusto per un certo misticismo. Tendenze non nuovissime direi, ma sempre più interessante al di là della forma è interessante andare a vedere come i materiali vengono impiegati in un gioco di “inganno” a volte sorprendente . Qui vi mostro solo una piccola selezione dei 66 partecipanti da 25 Paesi diversi che sono stati selezionati su un totale di 552. E per giunta 25 degli artisti sono stati invitati per la prima volta e alcuni di loro sono freschissimi di studi… anzi alcuni di loro non hanno completamente terminato ancora.

Yutaka Minegishi, lignum vitae. Ha vinto attribuito dalla Baviera

Yutaka Minegishi, lignum vitae. Ha vinto attribuito dalla Baviera

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Laura Deakin e Nicole Beck

Maria Nuutinen, rame, smalto tessuto

Maria Nuutinen, rame, smalto tessuto

Andi Gut, nylon e argento

Andi Gut, nylon e argento

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Tanel Veenre

Tanel Veenre

Per niente facile allestire una mostra. Di gioielli, poi. I modi originali ed efficaci non sono molti. Ecco una carrellata di immagini di display che si distaccano un po’ dalla più classica scatola o vetrina o cassetto. A me personalmente è piaciuto più di tutti il My Kingdom notturno di Tanel Veenre, estone. Magico e misterioso il suo mondo di maschere, collari imponenti che emergono illuminati in nicchie segrete.

It is not at all easy to organize an exhibition, and especially a jewelry exhibition. There are few original and effective ways to do this.  Here are images of some displays that are a bit different from the usual box or glass case or drawer. The one I liked most is My Kingdom by Tanel Veenre, from Estonia. His world of magical and mysterious masks and majestic collars appear illuminated in secluded niches.   

la mostra My Kingdom, Tanel Veenre

la mostra My Kingdom, Tanel Veenre

Scenografica anche se molto semplice la presentazione delle tre artiste Despo Sophocleous, Nicole Beck e Mirei Takeuchi nella mostra All Aboard! con coni di luce che illuminano le diverse opere con un effetto teatrale.

The exhibit, All Aboard!, by the three artists, Despo Sophocleous, Nicole Beck, and Mirei Takeuci is scenographic even if very simple, with a light pool illuminating the different pieces, producing a theatrical effect.

All aboard!

All aboard!

Presentazione all’aria aperta su tavole di legno piantate al suolo in un bel cortile interno di un caffè-giardino per a2+b2=c e cioè (Katharina Baur, Sabine Roth) e Jasmin Hess.

The work of Katharina Baur, Sabine Roth and Jasmin Hesse, called, a2+b2=c, is exhibited in the open air on wooden tables hammered to the ground in an internal courtyard of a garden-café.

a2+b2=c

a2+b2=c

In una soffitta- studio di artista (con tanto di travi e ambiente “délabré” come si conviene ad uno spazio bohémien) la mostra Plateaus Jewellery con 4 giovani Barbora Dzuráková, Patricia Correira Domingues, Edu Tarin e Katharina Dettar. Interessante il lavoro di quest’ultima che si applica su un effetto trompe l’oeil mimetico dei materiali: per esempio la collana che pubblico qui è di agata e legno, ma quest’ultimo è trattato in modo che sembri pietra.

In an attic-studio typical of artists, (complete with beams and a dilapidated milieu, a bohémien space) the exhibition, Plateaus Jewelry, presents the work of four young people, Barbora Dzuráková, Patricia Correira Domingues, Edu Tarin, and Katharina Dettar.  Dettar’s work is interesting, a trompe l’oeil of materials; for example, the necklace I am posting here is made in agate and wood, but is treated in such a way that it looks like stone.

Plateaus

Plateaus

Katharina Dettar

Katharina Dettar

Ultima cosa: simpatica l’idea delle “pentole vetrine” viste nel padiglione della Fiera.

One last observation; the pans used as display cases that I saw in the fair stands is a nice idea.

Iniziativa JacPot

Iniziativa JacPot

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Pin up - Nina Sajet

Qui a Monaco tutti o quasi presentano in gruppo, per nazionalità, sesso, affinità o contrasti. Vi voglio mostrare qualche immagine di due presentazioni collettive tutte al femminile.

Here in Munich almost all the artists exhibit their work in groups organized by nationality, gender, similarities, or differences.  I would like to show you some images of two collective presentations, all by females.

Francisca Bauzá

Pin up è il titolo della mostra di 5 giovani artiste Lisa Björke, Francisca Bauzá, Märta Mattsson, Deborah Rudolph e Nina Sajet. Pin up soprattutto a causa delle spillette da collezionare e da attaccare un po’ ovunque che le 5 ragazze hanno deciso di realizzare e vendere durante la mostra come forma di autofinanziamento. 5 spillette, ognuna riproduce l’immagine di un gioiello-simbolo di ogni artista (io ho comprato per 1 euro quella di Märta Mattsson vincitrice del premio Talente).

Pin Up is the title given to the exhibit by five young artists; Lisa Björke, Francisca Bauzá, Märta Mattsson, Deborah Rudolph and Nina Sajet.  The name Pin Up is especially appropriate because the five young women have decided to make and sell tiny collectable pins during the show as a form of self-financing.  These pins are such that they can be stuck here, there, or anywhere.  There are five different pin designs, each one representing an individual artist of the group.  I bought the pin by Märta Mattsson, the winner of the Talente prize, for one euro.  

Pins anche sui dolcetti della merenda!

Ma le pins sono solo oggettini a latere della mostra che mi ha dato modo di apprezzare le collanone di perle di porcellana di Nina Sajet, quelle di grandi fiori di smalto di Francisca Bauzá e di vedere meglio il lavoro della Mattsson tra cui la spilla dell’uccellino sbadato che finisce contro il muro!

The pins were the objects that also gave me the opportunity to appreciate other pieces like the large  porcelain-pearl necklace made by Sajet Nina, the large enamel flowered necklace by Francisca Bauzá and also I had the opportunity to examine more carefully the pieces by Märta Mattsson, among which I found a pin with a little bird so inattentive that he flies into a wall!  

Märta Mattsson

Un trio femminile ha deciso di presentare i lavori su assi inclinate dall’effetto scenografico – da cui il titolo della mostra slanted for granted.

A female trio has decided to exhibit their work on slanted boards giving it a scenographic effect – hence the title Slanted for granted.

Despo Sophocleous, ultimi lavori

Abbiamo la regina delle “impalcature instabili” Despo Sophocleous (premio Hofmann 2012) con le sue collane in legno che sono tutte un movimento, ma anche quelle nuovissime datate 2012 in rame, dal titolo somewhere in-between two.

The queen of “unstable structures”, Despo Sophocleus,  (Hofmann Prize 2012), displays her wood necklaces that are all in motion along with the newest ones from 2012 in copper named, Somewhere-in-between-two.

Nicole Beck

Con lei c’è Nicole Beck con un bel lavoro sul tessuto, soprattutto, e Melanie Isverding che unisce acciaio con pirite o quarzo fumé o ematite o granato polverizzati sulla superficie interna e non visibile del metallo.

With her is Nicole Beck and her beautiful work in fabric, and Melanie Isverding who uses steel with either, pyrite or smoky quartz or hematite or garnet, pulverized on the metal’s internal surface which is not visible. 

Melanie Isverding

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